La livrea uniforme grigio-beige con una banda nera orizzontale sul dorso che parte dalla bocca e finisce con una banda verticale prima della pinna caudale e le pinne che variano dal trasparente al rosso a seconda degli esemplari rendono questo Botia molto accattivante; non lasciatevi trarre in inganno dal suo aspetto simpatico Botia morleti è il rissoso della famiglia consigliato solo agli appassionati e per determinati tipi di acquari.
Alcune pubblicazioni (forse un po' datate) ne parlano come un pesce tranquillo e adatto per acquari di comunità; non è vero, Botia morleti denota una spiccata intolleranza sia inter che intraspecifica non esitando ad attaccare chiunque non gli vada a genio. Mi è capitato personalmente di vederlo "far fuori" un platy corallo in pochi secondi scagliandosi come una freccia contro il malcapitato Xiphophorus; ed episodi di questo tipo mi sono stati raccontati anche da diversi amici.
Per la vita in acquario Botia morleti non ha molte pretese ma bisogna considerare alcuni aspetti prima di deciderne l'acquisto.
E' un pesce di branco solo in età giovanile crescendo diventa intollerante; anche acquistandone un gruppetto della stessa taglia ed introducendoli insieme bisogna poi dividerli una volta cresciuti se non si dispone di una vasca sufficientemente spaziosa.
I compagni di vasca vanno scelti con attenzione, devono essere esemplari robusti, non troppo tranquilli, possibilmente più grossi e senza pinne grandi o filiformi. Dopo l'introduzione in vasca dei pesci ci sarà qualche giorno di trambusto generale perché Botia morleti sembra voler stabilire una sorta di distinzione netta tra più forti e più deboli di lui. Nella mia vasca i due esemplari hanno capito che Botia macracantha e Ancistrus sono più forti: hanno la precedenza sul cibo e non vanno molestati mentre invece Neon neri, Corydoras, Nannobrycon e persino gli Scalari (3 anni di età, circa 13 cm) vengono spesso infastiditi. Spesso e volentieri l'esemplare più grande sfida apertamente il Botia macracantha dominante per cui si assiste ad un confronto testa a testa in cui i due esemplari si posizionano l'uno di fianco all'altro e cominciano una sorta di balletto spingendosi e descrivendo dei cerchi; la particolarità di queste evoluzioni è che il Botia morleti resta sempre all'interno dell'ideale cerchio che si forma in acqua. Probabilmente questo comportamento che lo vede sconfitto avrebbe lo scopo di affermare la sua supremazia nella vasca, purtroppo il Botia macracantha è più grosso ed inesorabilmente più forte.
Botia morleti ha abitudini diurne e non tende a nascondersi, riposa spesso sul fondo o sulle grosse foglie di Echinodorus; non mi sembra particolarmente territoriale o legato ad una tana, tende piuttosto a considerare tutto lo spazio disponibile come di sua proprietà.


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