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Hemigrammus rodway
di Andrea Meazza - Estratto dal Notiziario GAEM
Hemigrammus Rodway è un piccolo caracide sudamericano che mi ha sempre colpito per la sua particolare livrea ed il suo comportamento di gruppo; perciò è stato a lungo presente nel mio acquario di comunità.
E` un pesce senza particolari esigenze purchè venga allevato in gruppo (io avevo 8 esemplari) e con pesci non aggressivi (grossi ciclidi). Per l'allevamento sarebbe ideale un'acqua abbastanza tenera (dGH 6-8) con un pH leggermente acido (6,7-6,9), anche se valori più alti vengono sopportati. Io alimento i miei pesci in modo abbastanza vario: due o tre qualità di mangime secco, mangime granulare microincapsulato e mangime surgelato (chironomus, larve di zanzara, daphnie, cyclops, artemia e bosmina). Negli ultimi tempi, essendosi reso finalmente disponibile, acquisto anche mangime vivo in bustine.
I miei pesci vengono cibati due volte al giorno; a mezzogiorno somministro sempre mangime secco o granulare, alla sera il surgelato.
L'idea di provare a riprodurre questi pesci mi venne quando un bel giorno mi ritrovai nell'acquario un paio di avannotti lunghi quasi un centimetro (quindi con almeno un mese di vita!); evidentemente dalla nascita erano sempre rimasti nascosti nel folto della vegetazione di superficie. Mostrarsi in acque "aperte" fu per loro un errore: non riuscii a catturarli per metterli al sicuro e quindi vennero predati dai pesci più grandi (probabilmente dai ciclidi nani).
Questo evento delle nascite in acquario di comunità si è comunque ripetuto successivamente e con esiti migliori poichè sono riuscito a mettere in salvo i piccoli.
Tornando alla riproduzione di H.Rodway, ecco come ho proceduto. Ho allestito per la deposizione delle uova una vasca da circa 10 litri con all'interno un piccolo filtro azionato da un aeratore e caricato con lana di perlon e torba. Sul fondo ho posto una grata che ho realizzato con della comune rete di plastica con intelaiatura tale da non permettere il passaggio dei pesci (per evitare che si cibino delle uova). Non è necessario il ghiaietto di fondo. Sopra la grata ho messo un ciuffo di muschio di Giava (Vesicularia Dubyana). Ho riempito la vaschetta con acqua ad osmosi leggermente "inquinata" con acqua proveniente dall'acquario principale. La vasca non va assolutamente illuminata, anzi sarebbe meglio schermarla da tutti i lati con del cartone nero; ciò è necessario in quanto le uova di questi pesci sono fotosensibili ed in ambiente illuminato non si schiuderebbero.
Non appena la vasca è pronta, vi si possono introdurre i riproduttori: io ho immesso un maschio e due femmine. Negli H.Rodway, come nella maggioranza dei caracidi, i maschi si distinguono dalle femmine per la linea ventrale più snella, le pinne più colorate ed un comportamento più territoriale e "combattivo".
Una volta immessi i riproduttori nella vaschetta, ho alzato gradualmente la temperatura da 24 a 28 Cø. L'avvenuta deposizione si può notare dal ventre sgonfio delle femmine; in ogni caso i pesci vanno tolti il secondo giorno.
Se tutto è andato per il verso giusto le uova schiudono in circa 36 ore; con una lente si potranno vedere le piccole larve attaccate ai vetri della vasca. Una volta esaurito il sacco vitellino esse inizieranno a nuotare (finisce lo stadio larva ed inizia quello di avannotto) e si potrà anche illuminare la vasca.
A questo punto bisogna iniziare a cibare i piccoli, e qui inizia la fase più delicata. L'ideale nei primissimi giorni sarebbe la somministrazione degli infusori, ma poichè io ne ero sprovvisto, dovetti iniziare con del mangime liquido per avannotti ovovipari (Liquifry) e mangime secco in polvere. Somministravo con una siringa circa 2 ml. di Liquifry per circa 3 o 4 volte al giorno, contemporaneamente spegnendo il filtraggio per circa mezz'ora. Ogni due giorni sarebbe meglio cambiare circa due o tre dita d'acqua della vaschetta in quanto il mangime liquido è molto inquinante.
Dopo circa 7-10 giorni gli avannotti sono abbastanza grandi per cibarsi di naupli di artemia salina; vi assicuro che vedere i piccoli mentre cacciano le artemie è uno degli spettacoli più belli e comici del mondo acquariofilo.
Quando i piccoli raggiungono 7-8 mm. di lunghezza, sarebbe meglio trasferirli in un acquario più grande (circa 50 litri) dove si potranno svezzare.
Vorrei per finire segnalare un alimento poco conosciuto che permette di interrompere in anticipo la somministrazione di artemia salina (far schiudere continuamente uova di artemia è abbastanza impegnativo): si tratta della BOSMINA surgelata.
La Bosmina è un piccolo crostaceo d'acqua dolce molto simile ai Cyclops, ma di dimensioni ancora più minute; diciamo che è grande circa il doppio di un nauplio d'artemia. Le Bosmine, oltre che agli avannotti, possono essere tranquillamente offerte anche agli adulti di tutti i pesci d'acquario di dimensioni non troppo grandi: pensate che le mangiano anche i miei Trichogaster Leeri di 10 cm!
Richiedete quindi le Bosmine al vostro negoziante, per evitare che a causa della poca richiesta spariscano dal mercato.
Spero che questo mio scritto sia di stimolo per tutti gli acquariofili a tentare la riproduzione dei pesci, anche di specie in apparenza difficili come i caracidi.
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