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La costruzione di una vasca da riproduzione "stereo"
di Giulio Tarascio - estratto dal Notiziario GAEM 09/1999
Mi sono sempre prefisso l’obiettivo di riuscire a far riprodurre gli Scalari e i Discus che ospito nei miei acquari.
Poiché tale “impresa” è praticamente impossibile in un acquario di comunità, dopo svariati fallimenti mi sono ben presto reso conto della necessità di disporre di vasche ad hoc per la riproduzione.
Tuttavia, ritenendo eccessiva la spesa per dedicare più vasche singole per la riproduzione, ho cercato di escogitare un sistema per poter disporre due coppie per vasca, senza per questo sacrificare nulla della funzionalità di filtrazione e senza rinunciare alla possibilità di utilizzare tale vasca anche come un acquario standard.
La semplice soluzione del divisorio interno mi pare infatti inadeguata se adottata nelle comuni vasche in commercio, le quali hanno in genere il filtro biologico disposto da un lato, rendendo di fatto una parte della vasca privilegiata rispetto all’altra in caso di divisione della stessa in due metà anche tramite un setto permeabile all’acqua.
Inoltre, la contemporanea presenza nell’acquario di due coppie di pesci della taglia di Discus o Scalari adulti insieme alla loro tanto attesa prole, potrebbe facilmente mettere in crisi un filtro biologico di volume standard e concezione classica.
Infine, ho sempre riscontrato che in un filtro biologico classico riesce abbastanza difficoltoso disporre cannolicchi o simili, lana di perlon in abbondanza, torba o eventuale carbone attivo o prodotti e accessori vari senza comprimere il tutto al di là del consigliabile.
E’, inoltre, praticamente impossibile spostare qualcosa oppure eseguire normali operazioni di pulizia e manutenzione senza grosse difficoltà.
Le considerazioni sopra esposte mi hanno dunque convinto che un acquario da riproduzione pulito, pratico e comodo da usare è molto meglio progettarselo e costruirselo su misura delle proprie specifiche esigenze.
Per l’ideazione del mio acquario da riproduzione ho preso spunto dai libri su Scalari e Discus scritti da Marco Salvadori, che sono recenti, abbastanza ben fatti e sono reperibili presso le librerie Feltrinelli. In tali libri è presente lo schema di un acquario con un filtro molto grande disposto lungo la parete posteriore.
Il vantaggio che si ha nell’utilizzare una vasca di questo tipo per la riproduzione, è quello di avere un filtro con numerosi scomparti in cui inserire lana, torba, eventuale carbone attivo ed altro e soprattutto avere la possibilità di lasciare la sezione biologica a parte, senza creare pacchetti forzatamente compressi di lana, torba, cannolicchi, etc. Un altro lato positivo è che il filtro risulta comunque sovradimensionato, per cui si può pensare di dividere la vasca ed il filtro interno ad essa in due parti speculari, cioè dotate di un asse di simmetria in corrispondenza del quale disporre un divisorio mobile.
In tal modo si hanno nel filtro degli scomparti in grado di contenere due di tutto (cannolicchi, bioballs, lana, torba, ecc.) ma una sola pompa centrale con due uscite affiancate, poste a destra ed a sinistra del setto separatore. E’ un po’ una metafora del corpo degli esseri viventi appartenenti al regno animale, che hanno due occhi, due orecchie, due narici, due reni… ma un solo cuore.
Il divisorio è mobile, in modo da poter usare la vasca come unica vasca o come doppia vasca per due coppie o per due nidiate o per una coppia e una nidiata, ecc.
Sullo stesso libro sopra citato ho trovato uno schema per realizzare un vano percolatore interno alla vasca e, pensando che in una vasca da riproduzione occorre acqua bene ossigenata, ho integrato questo elemento nel mio schema.
I percolatori sono due, sempre per il discorso di cui sopra.
Riassumendo, lo schema del filtro adottato prevede da ogni lato:
Debbo dire per la verità che non ho ancora mai avuto bisogno di usare questo aeratore.
I due lati della vasca sono arredati con dei vasetti in ceramica contenenti due echinodorus, sulle cui foglie i miei scalari amano deporre.
La vasca ha una capienza di 200 litri lordi ed un vano filtro di ben 50 litri lordi! L’illuminazione è fornita da due neon da 15 watt di tonalità leggermente azzurrina, acquistati nel negozio di materiale elettrico sotto casa; non è molto intensa e debbo dire che alle coppie in deposizione è molto gradita.
L’acqua, grazie alla presenza di quattro panetti di torba, è molto acida e ambrata, cosicché la tonalità di luce risultante è verde.
In questa vasca ho subito inserito, nelle due metà, le mie due coppie di scalari, che hanno cominciato a deporre quasi subito.
La prima deposizione non è andata a buon fine per entrambe le coppie perché le uova, il mattino seguente, erano state divorate dai genitori.
In occasione della seconda deposizione ho invece provato a lasciare la luce accesa di notte e… la mattina dopo le uova erano tutte al proprio posto ed intatte! La percentuale di uova ammuffite è stata molto bassa, nonostante non avessi potuto procedere a cambi d’acqua per oltre un mese.
Dalle due deposizioni ho ottenuto più di cento scalaretti, che ora divorano una quantità di cibo impressionante.
I genitori hanno curato prima le uova, poi le larve (spostandole dopo la schiusa), poi le larve che iniziavano a nuotare e infine gli scalaretti già formati.
La cosa curiosa è che le due coppie, vedendosi attraverso il setto trasparente di separazione, hanno sincronizzato perfettamente le deposizioni!
Spirito di emulazione?
Invidia?
Eccitazione che si trasmette vedendo l’altra coppia “in azione”?
Fatto sta che ho visto schiudere in parallelo le uova e i genitori litigare e minacciarsi attraverso il separè, cercando invano di rubarsi i figli mentre questi ultimi, seguendoli, sembravano due piccoli eserciti che si fronteggiavano urtando sulla parete in policarbonato.
Una volta cresciuti, ho trasferito i piccoli tutti da un lato, semplicemente alzando la parete mobile ed offrendo un poco di cibo nella metà che avevo scelto.
Ho provveduto a spostare le due coppie di genitori in una vasca di comunità, dove hanno entrambe deposto contemporaneamente dopo sette giorni (uova tutte ammuffite) ed ho inserito nella metà libera una supposta coppia di Discus, nella speranza che si decidano a fare il loro dovere coniugale.
In questo modo sto usando la vasca contemporaneamente per accrescimento e per riproduzione, realizzando una economia di scala ed evitando di riempirmi la casa di troppi acquari.
In ultimo, debbo rilevare che nei caldissimi mesi estivi questa vasca è quella che si sta mantenendo la meno torrida tra tutte, forse per merito della percolazione accoppiata all’illuminazione non molto forte.
Questo è un altro lato positivo per me da non sottovalutare!
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