VIFP (Very Important Fish Party)
Prelibatezze per ospiti di riguardo: Tubifex, Chironomus, Culex, Enchitrei

di Maurizio Garbin - estratto dal Notiziario GAEM 1997

Nella continua ricerca di migliorare le condizioni di vita dei preziosi ospiti del mio acquario, una bella colonia di Discus, ho sperimentato vari tipi di alimenti.
I mangimi di produzione industriale, commercializzati da varie marche a tutti noi note, si sono migliorati nel tempo in qualità ed in varietà. Accanto a questi, i mangimi surgelati spesso costituiscono un ottima integrazione al pasto giornaliero. Un menù di questa fatta si adatta egregiamente a quasi tutti i pesci d'acquario.
Tuttavia è possibile andare oltre ricercando alimenti vivi.

I tubifex sono degli anellidi che vivono in acque reflue da allevamenti di maiali e comunque in acque spesso contaminate da inquinanti e da pericolosi agenti patogeni. Questo rende assai rischioso l'impiego in acquario; vi suggerisco, quindi, di accertarvi della provenienza per evitare spiacevoli sorprese.

I Chironomus sono larve di zanzara di colore rosso. In passato mi è capitato di trovare questo tipo di larve sul fondo di alcuni grossi bidoni utilizzati negli orti, intorno a Milano, per raccogliere acqua piovana impiegata, poi, per irrigazione. Alcune foglie cadute accidentalmente in questi bidoni costituiscono un ottimo letto di coltura per i Chironomus.
Ritengo che la raccolta di queste larve sia un po' laboriosa, ma il suggerimento di altri appassionati, come voi che state leggendo, potrebbe aiutarci a semplificare questa operazione.

Anche i Culex sono larve di zanzara, ma il loro colore è nero. La trasformazione di queste larve origina le fastidiose zanzare che popolano le nostre serate estive. Nel periodo invernale non è possibile approvvigionarsi di questi piccoli animali, perlomeno alle nostre latitudini.
Raccogliere Culex è piuttosto agevole, poiché queste larve tendono ad affollarsi alla superficie di bacini d'acqua stagnante. I bidoni citati per la raccolta di Chironomus sono stati ottimi serbatoi naturali per l'approvvigionamento di Culex. Un retino per acquario ed un contenitore in plastica, con chiusura ermetica per contenere alimenti in frigorifero, è tutto quello che ci serve per raccoglierli.
I Culex si portano verso la superficie per respirare impiegando un organo, sito all'estremità opposta alla testa. La tensione superficiale dell'acqua consente all'animale di stazionare agevolmente in superficie. Con poche passate di retino è possibile raccogliere un adeguato numero di soggetti, sufficiente ad alimentare gli ospiti del nostro acquario per due o tre giorni. Tenere queste larve nei nostri appartamenti richiede una certa attenzione per evitare fastidiose visite notturne da parte di piccoli "vampiri bonsai". Evitiamo quest'inconveniente ponendo il contenitore dei Culex sul balcone adeguatamente coperto da un pezzo di tessuto mantenuto sui bordi del contenitore con un elastico.
Con queste larve, a volte, si possono catturare anche larve di libellula. Questi animaletti di ragguardevole dimensione, sono dei predatori nei confronti delle nostre larve, ma anche nei confronti di nostri avannotti; quindi facciamo attenzione a non introdurre, per errore, questo clandestino nei contenitori di stabulazione e nei nostri acquari.

Per quanto riguarda l'artemia salina vi rimando agli altri articoli pubblicati.

Ma veniamo al pezzo forte del nostro "VIF Party", gli Enchitrei.

Gli Enchitrei sono degli anellidi, in altre parole dei vermetti di colore bianco. Per approvvigionarci di questi animali si possono scegliere due vie. La prima ci porta nei boschi, alla ricerca di questi animali su letti di foglie secche in decomposizione, la seconda ci porta a casa di qualche nostro amico, appassionato che già possiede una coltura di questi piccoli animali. La differenza più evidente tra queste due possibili fonti di approvvigionamento consiste nelle dimensioni dell'animale. Infatti, gli Enchitrei trovati nei nostri boschi sono di dimensioni piuttosto piccole, mentre quelli di coltura, generalmente, provengono da allevamenti selezionati.
Nove anni fa, ho acquistato, presso un negozio del settore, un piccolo gruppetto di baldi vermetti bianchi in un barattolino dello yogurt. Da allora, ho aumentato le dimensioni, prima, ed il numero, poi, delle colture di questi piccoli animaletti. Come possiamo fare per ottenere questi risultati?
Il letto di coltura che ho utilizzato è composto da terra, sabbia (nella percentuale del 5%) e torba granulare, per acidificare l'ambiente ed evitare fenomeni di compattamento eccessivo del materiale di coltura.
Il contenitore che impiego per le mie colture è un recipiente di recupero, una vaschetta che ha contenuto mezzo, oppure un chilogrammo, di gelato. Risultati migliori si possono ottenere con recipienti in legno. Infatti il legno consente una certa traspirazione che può facilitare il processo di ossigenazione della coltura e quello di umidificazione della stessa. Questi processi garantiscono la sopravvivenza di una colonia di Enchitrei, anche nei periodi più difficili, cioè quello invernale, a temperature molto basse e quello estivo, a temperature molto elevate.
Chi usa contenitori in plastica può mantenere un buon livello di umidità coprendo solo parzialmente il contenitore con una lastra di vetro posta di traverso di modo che possa circolare liberamente dell'aria. Coprire per intero il contenitore porta gli Enchitrei ad un comportamento suicida. Alla disperata ricerca di ossigeno i nostri vermetti si portano tutti insieme ai bordi della scatola, sigillandola con il loro corpo. Questo produce la morte per asfissia di intere colonie di Enchitrei. Una tale eventualità viene parzialmente scongiurata impiegando contenitori in legno.
Per quanto riguarda il tasso di umidità del letto di coltura, possiamo avere due differenti interventi. Chi possiede contenitori in plastica può vaporizzare acqua direttamente sul letto di coltura, mentre chi utilizza un contenitore in legno lo può immergere in un recipiente in plastica di dimensioni maggiori contenete circa due centimetri d'acqua. La porosità del legno consente di umidificare il terreno di coltura. Quest'ultimo metodo risulta particolarmente efficace per altri due buoni motivi: il primo, consiste nel garantire una buona riserva d'acqua nei periodi estivi, quando la temperatura si fa alta e l'appassionato trascorre lunghi periodi in vacanza abbandonando le proprie colonie di Enchitrei ad un periodo non facile di cure limitate; il secondo, consiste nel tenere lontano le formiche.
Infatti le formiche sono dei formidabili predatori di Enchitrei ed il "fossato" intorno al castelletto dei nostri vermetti costituisce un ottimo deterrente conto gli assalti di questi operosi assalitori. Un altro pericoloso aggressore è il moscerino dell'aceto. Questo insetto, approfittando del letto di coltura deposita le sue uova che poi si trasformano in larve. Sono proprio queste ultime che compromettono gravemente il benessere delle nostre colonie.
Ho potuto osservare che colonie di Enchitrei sottoposte ad un tale attacco vengono decimate piuttosto rapidamente sotto gli attacchi di queste fameliche larve. Per evitare questo inconveniente sono solito tenere colture in differenti ambienti e consiglio questa prassi a tutti coloro che, come me, tengono le proprie colture in cantina.
La cantina è un luogo ideale per mantenere e sviluppare le nostre colonie di Enchitrei per l'umidità e la scarsa illuminazione del luogo. L'illuminazione bassa facilita la vita di questi animaletti, ma soprattutto facilita a noi la loro raccolta; infatti gli Enchitrei si radunano in gruppi vicino alla superficie del terreno di coltura dove trovano quello di cui alimentarsi. Cerchiamo di capire perché il moscerino dell'aceto viene attirato dalle nostre colonie di Enchitrei. I nostri vermetti si cibano di pane e latte, quest'ultimo fermentando produce delle sostanze acide, sono proprio queste ad attrarre l'interesse dei moscerini dell'aceto. Questo insetto frequenta volentieri le cantine di vicini di casa che hanno l'hobby del buon bere. Vediamo più da vicino come alimentare i nostri Enchitrei e nel contempo facilitarne la raccolta. Prendiamo del pane secco imbeviamolo di latte, quindi poniamolo al centro della nostra coltura e posiamo sopra un piccolo vetro di dimensioni adeguate a coprire abbondantemente il cibo. Quando gli Enchitrei si raccoglieranno per mangiare utilizzeranno il vetro come substrato di appoggio. Rovesciando il vetro sarà molto agevole prelevare i vermetti. Se il fabbisogno alimentare degli ospiti del nostro acquario dovesse aumentare possiamo catturare i gruppi di Enchitrei che si sono raccolti sotto il pane e latte. In questo caso occorrerà sciacquare abbondantemente i vermetti prima di poterli servire ai nostri ospiti di riguardo.
Questo alimento vivo è ricco di calcio, quindi aiuta lo sviluppo osseo dei pesci, tuttavia non bisogna esagerare poiché l'alto contenuto di grassi può provocare problemi di varia natura.
Sulla base dell'esperienza personale posso indicare che una moderata somministrazione di questo alimento una volta al giorno non origina comunque problemi di sorta.
Naturalmente, integro questo alimento con altri cibi che preparo personalmente.

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