A tutti gli iscritti, il GAEM regala Parameci, Enchitrei & Co. - Il cibo vivo in acquario, a cura di Erica Damiolini (GAEM), un manuale GAEM per l'allevamento di micro e marco organismi per l'alimentazione dei pesci d'acquario (48 pagg.).
Scarica qui un "parziale" del manuale, al fine di prenderne visione.
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Informazioni generali sul cibo vivo per i pesci d'acquario
- tratto da una mail inviata da Camine Cocchia - socio GAEM n.367 - marzo 2002

Visto che l'incontro del 19 marzo si sta avvicinando e che non abbiamo combinato più nulla a riguardo, ho pensato di raccogliere un pò di informazioni da riviste e libri in modo che tutti abbiano più o meno l'idea di cosa si sta parlando. Non ho la presunzione di insegnare niente a nessuno, ribadisco che le notizie da me riportate le ho raccolte in giro per cui se ci sono castronerie o qualcuno ha esperienze in merito, può apportare correzioni e modifiche. l'idea è quella di stilare una base di "documento" che faccia un pò da guida dove ognuno può aggiungere la sua esperienza. Se la cosa per te può andar bene la giriamo sulla ML.

Infusori
Vengono indicati con questo nome, una serie di microrganismi appartenenti al subphylum dei Protozoi tra i quali i noti Parameci. Questi organismi unicellulari di circa 1-3 decimi di millimetro sono presenti ogni qual volta mettiamo in infusione nell'acqua sostanze vegetali come fieno, meglio se prelevato lungo il corso di fiumi o torrenti, bucce di banana, pezzi di mela, riso o foglie di lattuga, per questi ultimi meglio se prima li facciamo bollire per alcuni secondi. Quindi basterà mettere questi "ingredienti" in contenitori di vetro o plastica per alimenti (io uso i vasetti di yogurt da 500 g oppure barattoli di vetro per conserve) ricoprire il tutto con acqua "matura" (io uso quella che elimino dalle mie vasche durante i cambi settimanali) e fare attenzione a che tutto il materiale sia sommerso per evitare la comparsa di muffe.
Conservo quindi il tutto in un locale normalmente illuminato e a temperatura ambiente e dopo alcuni giorni si vedrà l'acqua intorbidirsi ed emanare "cattivo odore" (questo sarà diverso a seconda del tipo e della quantità degli ingredienti usati, decisamente i migliori banana e mela, il peggiore il fieno).
Si preleva quindi un po' di questo liquido, io per esempio lo faccio con una siringa priva di ago, e si distribuisce intorno agli avannotti che, come ho più volte letto, ci devono letteralmente nuotare in mezzo.
Attenzione a non esagerare con le dosi poiché questo liquido potrebbe inquinare l'acqua della nostra vaschetta da riproduzione che quasi sempre non è particolarmente capiente e priva di sistemi di filtraggio.
Dopo un periodo di una quindicina di giorni è meglio rinnovare la coltura e dopo un mese rifare tutto da zero.

Rotiferi
Questo piccolissimo Aschelminta è utilizzato tantissimo negli allevamenti di avannotti di pesci marini, cavallucci e invertebrati, che necessitano di un cibo cosi piccolo.
I Rotiferi in natura si possono trovare sia in acqua salmastra che dolce.
Le specie utilizzate nel settore ittico sono due: Brachionus plicatilis per l'acqua salmastra e Brachionus calyciflorus e Brachionus rubens per l'acqua dolce.
Le dimensioni per entrambi le specie partono da 70 µm per i naupli a 200 µm per gli adulti, le uova misurano circa 60-70 µm La riproduzione avviene tramite uova non fecondate che daranno sempre femmine, infatti, le popolazioni di Rotiferi sono composte comunemente da femmine che si riproducono senza la presenza dei maschi. I maschi compaiono solo quando si verificano condizioni ambientali sfavorevoli che posso decimare la popolazione. Per superare questo inconveniente i Rotiferi, come le Artemie, producono uova perenni e per ottenere la formazione di questo tipo d'uova è necessario che siano fecondate dai maschi.
Il ciclo di vita di una singola femmina è di circa sette giorni a 25 °C, una larva di Rotifero diventa adulta dopo 24 ore e inizia a produrre uova ogni 4 ore circa, che si schiudono dopo altre 15 ore.
Essendo filtratori si alimentano di tutto ciò sia alla portata della loro bocca, alghe, batteri, particelle in sospensione, funghi, ecc…
I valori nutritivi sono ottimi, in particolare sono ricchi di acidi grassi tanto utili agli avannotti di specie marine. Proteine 72%, Grassi 23%, Ceneri 3%.
I valori di allevamento sono i seguenti: pH 7.5-9, durezza medio-alta, temperatura 17-26 °C, per le specie marine 10-20 gr/l di sale.
Per il suo allevamento basta una bottiglia da due litri, si ossigena lentamente e senza pietra porosa, la razione giornaliera di cibo deve essere somministrata in due o tre volte. La quantità di cibo deve rendere l'acqua annebbiata. Gli alimenti più adatti sono: alghe, mangimi speciali, lieviti, o altri prodotti con dimensioni tali da poter essere ingeriti dai Rotiferi.
L'allevamento è abbastanza semplice, in particolare per la specie marina, l'unico nemico dei Rotiferi in una produzione, è l'eccessivo inquinamento e la comparsa di ciliati competitori, che inibiscono la riproduzione. Per i Rotiferi ho trovato un sito italiano, da cui ho tratto queste informazioni, che vende ceppi vivi da 500.000 individui con cui avviare colture a €25,82, mangime speciale in polvere da 100gr. in su a €10,32 e tutta l'attrezzatura necessaria

Artemie
Per quanto riguarda come schiudere le uova di artemia, vi rimando all’articolo di MioMao apparso sul notiziario Gaem di dicembre 2001.
Qualche cenno invece su l’allevamento delle artemie adulte. Per la trasformazione da nauplio in adulto, la piccola artemia impiega una settimana in cui compie ben quindici mute. La “taglia” massima è di 12mm e, a quindici giorni dalla nascita, raggiunge la maturità sessuale, precoce neh!!
I maschi presentano due uncini con cui afferrano la femmina durante la riproduzione (…Satomajooo!!!!) le femmine invece presentano, nella vicinanza della coda, il grappolo di uova. La femmina può, a seconda del grado di stress a cui è sottoposta, partorire naupli o uova, quindi alimentando abbondantemente le nostre piccole artemie e mantenendo la salinità ad un valore non superiore al 33 per mille, le femmine partoriscono fino a 300 naupuli approssimativamente due volte a settimana.
I valori dell’acqua: temperatura superiore a 20° C, pH 7,5-8,5, ossigeno mai sotto i 2-3 mg/l, ammoniaca entro gli 8-10 mg/l.
Il problema è l’alimentazione, visto che dobbiamo offrire sostanze di dimensioni comprese fra 1 e 50 micron, possiamo offrire gli Infusori di cui sopra, lievito di birra, farine di crusca, soia, grano, farine di pesce, latte in polvere o rosso d’uovo rassodato e poi polverizzato, alga spirulina in polvere.
Per il loro allevamento utilizzeremo una vaschetta di capacità minima 10 lt, munita di aeratore privo di pietra porosa e se possibile illuminata almeno 6-7 ore per permettere la naturale crescita di alghe unicellulari utili all’alimentazione delle giovani artemie, è buona regola un cambio settimanale d’acqua nella misura del 15%.

Dafnia
E’ il più famoso appartenente alla famiglia dei Cladoceri.
Nel passato si trovava in abbondanza e con facilità in tutti i luoghi dove c'era dell'acqua, e in particolare si rinveniva in abbondanza nelle macere della canapa, oggi è un pò più difficile trovarla essendo la Dafnia molto sensibile all'inquinamento. La Dafnia vive di solito nelle acque molto calme o ferme, laghi, pozze, piccoli canali, dove l'acqua è abbastanza limpida nutrendosi di un pò di tutto, alghe unicellulari, batteri, piccolissime sostanze in sospensione, insomma tutto ciò che è alla portata della sua bocca. La si trova abbondante in primavera e inizio autunno, quando la temperatura è compresa fra i 13 °C e i 25 °C è quindi questo il periodo migliore per la pesca della Dafnia. Dovremo raccogliere anche dell'acqua dove abbiamo pescato le Dafnie, che utilizzeremo per farle ambientare dato che sono molto sensibili ai cambiamenti ambientali, attenzione: non utilizzare l'acqua di casa appena prelevata poiché il cloro è letale per questo piccolo animaletto.
Oggi su Internet si trovano ceppi d’allevamento molto più resistenti e meno sensibili alle variazioni dei valori dell’acqua. Un altro Cladocero somigliante alla Dafnia è la Moina, molto meno presente in Italia, di dimensione un pò più piccola rispetto alla cugina, questo crostaceo è molto usato a Singapore come mangime vivo, dove viene allevato in grosse quantità. La Moina ha una lunghezza massima di circa 1-2 mm, la Dafnia fino a 4 mm ,le femmine in entrambi le specie sono più grandi dei maschi che raggiungono una lunghezza di soli 0.6 -1 mm , i piccoli di Dafnia o Moina hanno una misura alla nascita di circa 0.4-0.5 mm, ottimi quindi come cibo per avannotti. Entrambi le specie si riproducono con due diversi cicli riproduttivi, condizionati da fattori ambientali e alimentari, il primo, che è quello più frequente, avviene in modo asessuale e cioè ci sono solo femmine che partoriscono altre femmine ogni 2-3 giorni, questo fenomeno si chiama partenogenesi e grazie alla velocità del ciclo permette alla piccola dafnia di arrivare a maturità in due settimane e mezzo. Il secondo è quello sessuale con accoppiamenti fra maschi e femmine che inducono alla deposizione di uova durature che si possono schiudere anche la stagione successiva.
Allevare i Cladoceri non è difficile, l'attrezzatura adatta dipende dalle esigenze e dallo spazio a propria disposizione, se possibile occorrono almeno 3-4 contenitori che non siano metallici e preferibilmente bassi e larghi con una altezza massima di 30-40 cm posti in luogo semi ombreggiato, ma sempre illuminato, non occorre ossigenare ne filtrare l'acqua. Come prima cosa bisogna far maturare l'acqua lasciandola nel contenitore a riposare per almeno una settimana, l'acqua dei cambi del nostro acquario può andar bene, purché non siano stati usati medicinali di recente, dopo di ché si potranno introdurre le Dafnie.
Se vogliamo allevarla in casa dovremo utilizzare almeno un contenitore da 20 litri o più, fuori il balcone andrà benissimo, oppure vicino a una finestra. Il punto più delicato dell'allevamento è l'alimentazione, la Dafnia si ciba di tutto, basti che abbia una dimensione compresa fra 1 e 50 um (un micron è uguale a 0.001 mm, la dimensione media di un batterio è 2-3 um). Uno dei migliori alimenti da poter usare sono le alghe unicellulari, che danno alla Dafnia un alto valore nutritivo: 94.7% d'acqua, 3.94% proteine, 0.54 % grassi, 0.67% carboidrati. Altro alimento che dà buoni risultati è il lievito attivo (non lievito di birra)in polvere, acquistabile in erboristeria. Si scioglie un quarto di cucchiaio di lievito attivo in acqua tiepida e ne usiamo il necessario per annebbiare leggermente l'acqua, poi appena l'acqua torna limpida se ne aggiunge dell'altro e cosi via. Come alimenti si possono usare anche: Insalata, Crusca, Carote, Fegato, Farine di Carne (quelle usate per i bambini), prima sbollentati e sminuzzati e comunque sempre usati in piccole dosi per evitare l'inquinamento dell'acqua. Per prelevare le Dafnie, si possono utilizzare setacci di varie misure, con uno a maglie da 700 micron e uno da 1-1.2 mm potremo selezionare tre misure: piccole per avannotti, medie e grandi per i pesci più grandi.
Quando le condizioni sono corrette la popolazione di Dafnie aumenta in modo tale da mettere in pericolo la sua stessa sopravvivenza, quindi in accordo con il successo della coltura è preferibile tenere sotto controllo la popolazione con più o meno frequenti “raccolti” di questo piccolo crostaceo.
Le Dafnie sono ideali perché rimangono vive per ore e ore senza inquinare l’ambiente in cui vengono introdotte e in alcuni casi vengono utilizzate come filtri biologici naturali in piccole vaschette di accrescimento per avannotti, dove prima avranno funzione di filtro e poi di preda.
Anche per le Dafnie ho trovato un sito italiano che vende ceppi da 20.000 individui a 15,50 € e ceppi da 10.000 individui di Moina a 41€.

Anguillule dell’aceto oTurbattrix
L’allevamento di questo vermetto, appartenente alla famiglia Nematoda, è molto semplice una volta procuratisi un inoculo per avviare la coltura.
Si riempie un contenitore di vetro con acqua per un 50% e con aceto di vino o di sidro o di mele per il restante 50%, è possibile aggiungere un cucchiaino di zucchero ed un pezzetto di mela. Conserveremo la nostra coltura al buio evitando di chiudere ermeticamente il contenitore.
La coltura ha una durata di mesi prima di dover essere rinnovata, unico problema, la raccolta delle piccolissime anguillule che rende indispensabile il setaccio da artemie oppure setacci speciali difficilmente reperibili sul mercato.
Attenzione a introdurre il liquido di coltura nell’acquario poiché, essendo questa una sostanza acida con pH intorno al 3, potrebbe compromettere l’equilibrio chimico-fisico della nostra vasca.

Microworms
Come dice il nome questo piccolo vermetto ermafrodita (Panagrellus redivivus), appena uscito dall’uovo è lungo 0,25-0,35 mm ed arriva alla lunghezza massima di 2 mm da adulto. Si riproduce con grande rapidità ogni 20 ore circa arrivando a “produrre” 300 altri individui al giorno, come substrato useremo un composto di farina d’avena a cui va aggiunta una piccola quantità di lievito di birra stemperato in acqua tiepida precedentemente bollita con cui formeremo un composto molto compatto. Si può sostituire l’acqua con del latte che faremo a meno di far bollire.
Possiamo riporre il tutto in contenitori per alimenti di plastica o vetro, non molto alti ma di superficie larga tipo, quelli per frigorifero, nel coperchio praticheremo un foro di circa tre centimetri che chiuderemo con una spugna porosa o lana per filtri in modo da consentire l’areazione senza permettere l’ingresso di intrusi nella coltura. Innestiamo l’inoculo e dopo alcuni giorni vedremo un brulichio di vermetti su tutta la superficie. Per raccogliere i vermetti chiuderemo il foro sul coperchio, questi in cerca di ossigeno si raccoglieranno sulle pareti e sarà così semplice prelevarli
E’ consigliabile avviare varie colture a distanza di una, due settimane l’una dall’altra in modo da avere sempre vermetti disponibili, la durata massima di una coltura può essere anche di sei settimane ma meglio rinnovare il tutto non appena vedremo il substrato diventare liquido.
Per attivare una nuova coltura basterà prelevare, dai bordi del contenitore, un cucchiaio di farina presa da una coltura di due settimane, questa provvederà a fornire lieviti, microvermi e farina attiva necessari ad avviare il tutto. Vari i problemi legati a questa coltura: gli inoculi sono di difficile reperibilità, la coltura diventa liquida a causa dell’azione di decomposizione dei vermetti, e ogni cosa in decomposizione, PUZZA!!!

Enchitrei
Con il nome scientifico Enchytraeus albidus identifichiamo quei vermetti bianchi diffusi nelle zone boschive temperate e moderatamente umide dove trovano le condizioni ottimali per la loro sopravvivenza. Questi animali prosperano infatti a una temperatura compresa tra 12 e 16°C e necessitano di oscurità, umidità e cibo. Attenzione alla temperatura: sotto i 10°C è praticamente improduttiva, sopra i diciotto creerà problemi, superiore a 24°C sarà addirittura letale!! Una cantina fresca sarà l’ideale per la nostra coltura, la fibra di torba a pH neutro appena inumidita, il miglior substrato.
Come contenitore i soliti contenitori in plastica per alimenti oppure le vaschette in polistirolo per gelato. Passiamo al cibo: il pane secco, inumidito con una soluzione di acqua e lievito (2 ml di lievito attivo per un litro d’acqua) è certamente la soluzione migliore ma vengono usati anche avanzi di pasta, riso, purè di patate, corns flakes, biscotti, da evitare tutto quello che contiene carne, grassi animali, burro, oppure mangimi in scaglie per acquari. Si posiziona quindi la fetta di pane o altro in centro al contenitore e si aspetta che i vermi salgano sopra per nutrirsi consentendoci di prelevarli già puliti dal substrato. Una coltura ben avviata consumerà fino a due fette di pane al giorno.
Di tanto in tanto bisognerà rimescolare il fondo della coltura per distribuire i prodotti di rifiuto che si vengono ad accumulare ogni giorno, questa operazione, che ripeteremo al massimo 4-6 volte prima di rifare il substrato, ci permetterà anche di areare il fondo evitando così che si compatta il tutto. Gli Enchitrei sono ermafroditi producono un bozzolo che può contenere, a seconda dell’età dell’individuo, da 10 a 20/25 per individui giovani e adulti. Gli individui “anziani” regrediscono producendo solo 2/3 uova per bozzolo. Le uova schiudono dopo 12 ore e i piccoli nati, dopo venti giorni, sono già in grado di riprodursi.
Ottimi i valori nutritivi: Grassi 14,5%, Proteine 70%, Carboidrati 10%, Ceneri 5,5%.

Vermi Grindal
Questo verme (Enchytraeus bucholtzi) ha la dote di collocarsi esattamente in mezzo, per dimensione, tra i microvermi e gli enchitrei, ha infatti il diametro di un capello e raggiunge la lunghezza di un centimetro.
Come contenitore useremo i soliti contenitori di plastica con coperchio da 10x15 cm. fibra di torba come substrato, temperatura tra 20/25°C, leggera umidità, e come alimento, cereali secchi leggermente bagnati.
Copriremo il tutto con un coperchio che metteremo a contatto con la coltura, allo scopo di facilitare la raccolta dei vermi che si raccoglieranno su di esso.
Le colture vanno rinnovate ogni 90 giorni e, vista la scarsa produzione, conviene avviare diverse colture per garantirci la presenza continua di questo prelibato vermetto.

Tubifex
Questi Anellidi godono di cattiva fama, forse a causa degli ambienti fetidi e inquinati dai quali provengono, vengono spesso accusati di essere vettori di malattie trasmissibili ai pesci che se ne cibano. Questi parenti dei lombrichi lunghi da 1 a 7 cm li possiamo trovare in stagni o acque debolmente correnti in grossi agglomerati ma prima di somministrarli meglio farli “spurgare” in acqua pulita un paio di giorni.
Attenzione: se introdotti vivi accertarsi che vengano consumati dai nostri pesci per evitare che, raggiunto il fondo, si insabbino e sfuggano al nostro controllo.

Gammarus
Di questo piccolo gammaride non ho trovato informazioni ma ho avuto modo di "pescarlo" in vari canali della zona.
Ho somministrato i più piccoli a Colisa e ciclidi nani che hanno gradito e non hanno avuto conseguenze.
Non ho provato ad allevarli ma mi propongo di farlo, poi riferirò.