Di P. Hunt Traduzione di Andrea Meazza - tratto da T. F. H. n.07, 1998
Nell’acquario marino, oltre agli spettacolari invertebrati sessili, possono essere allevate anche varie specie di ‘movimento’, tra cui stelle marine, ricci, oloturie, lumache ecc. Tra gli invertebrati non-sessili si annoverano anche i crostacei, rappresentati da gamberi e granchi, con una serie di specie molto colorate ed interessanti che formano un naturale complemento ai pesci. Scegliere i crostacei giusti per un acquario di barriera comunque non è molto facile; ad esempio, molti granchi e le aragoste si dimostrerebbero distruttivi nei confronti degli invertebrati sessili. Anche tra i piccoli gamberetti, molte specie non sono adatte perché si possono cibare dei polipi di corallo o dei bivalvi, come ad esempio il piccolo Rhyncocinetes uritai. La maggior parte è adatta solo per vasche di soli pesci ed alcune solo per acquari monospecifici. Ecco comunque una selezione di specie di crostacei adatte all’acquario di barriera: Lysmata amboinensis Il genere Lysmata ha diverse specie utili ed interessanti. L. wurdenmanni è utile per la sua abitudine di pulire i pesci dai parassiti, per il fatto di cibarsi dei piccoli anemoni di vetro Aiptasia e perché produce regolarmente piccole larve che riforniscono la vasca di plankton. L. debelius, con la sua magnifica colorazione, contribuisce ugualmente alla pulizia dei pesci da parassiti. Mentre le due specie sopracitate sono abbastanza timide ed appartate, passando la maggior parte del tempo in grotte ed anfratti, L. amboinensis è più estroverso. Solitamente staziona all’aperto e impara presto che l’acquariofilo è la sua fonte di cibo. Possono perfino salire in superficie, a testa in giù, per afferrare il cibo in scaglie e quando si mettono le mani in acquario accorrono per ‘pulirle’ da eventuali residui di cibo. L. amboinensis è molto facile da allevare, raramente disturba gli invertebrati, se non per rubargli il cibo. Si possono allevare singolarmente o in gruppi; in quest’ultimo caso si possono anche riprodurre, fornendo utile plankton alla vasca. Sembra che nessuno però sia riuscito ad allevare le larve, contrariamente a L. debelius e L. wurdenmanni. Gli unici problemi che possono affliggere questi gamberetti sono le alte temperature estive e l‘incapacità di fare la muta. Come tutti i crostacei soffrono quando la temperatura rimane per lunghi periodi oltre i 27°C e spesso muoiono quando supera i 29°C. Il secondo problema, come si diceva, è l’incapacità di fare la muta. Infatti tutti i crostacei periodicamente devono disfarsi del guscio; a volte però questo processo fallisce e di conseguenza l’animale muore. Sembra che questo problema sia dovuto ad insufficiente iodio nell’acqua, quindi effettuate regolari aggiunte di questo elemento, anche perché gli invertebrati ne beneficeranno. Una specie quasi identica è L. grabhami, che vive nel Mar Caraibico e Atlantico tropicale. Ha lo stesso comportamento del suo cugino Indopacifico e se ne distingue solo per la presenza di strisce bianche sulla coda. Stenopus hispidus l genere Stenopus ha diverse specie attraenti, ma a differenza di Lysmata poche sono regolarmente disponibili sul mercato. Lo Stenopus hispidus è l’unico sempre reperibile in commercio ed anche il più grosso gambero compatibile per la vasca d’invertebrati: il corpo arriva a 7 cm, le chele a 10 cm e le antenne anche a 20 cm. La colorazione è attraente, con le bande trasversali bianco-rosse sia sul corpo che sulle chele, e le femmine, che diventano più grandi dei maschi, hanno una macchia porpora sulla parte ventrale dell’addome. Come per i Lysmata, anche S. hispidus in natura funge da pulitore, spesso di grossi pesci quali cernie o murene; in acquario, però, questo comportamento è poco comune. A differenza dei socievoli Lysmata, gli Stenopus sono altamente territoriali quindi, a meno che l’acquario non sia particolarmente grande, l’unico modo di allevarne più di un esemplare è quello di acquistare una coppia garantita. Allevare questi crostacei in coppia fa sì che rimangano molto meno timidi; inoltre possono anche riprodursi e produrre larve planctoniche. In grandi acquari gli Stenopus possono sopportare la presenza di gamberi di altre specie nel loro territorio, ma in acquari piccoli ci possono essere dei problemi. Inoltre, va tenuto presente che, siccome questo crostaceo cresce parecchio, la convivenza con pesci piccoli e lenti (ad es. Callyonomidi e Gobidi) può essere pericolosa per questi ultimi. Come per i Lysmata, si è riferito di ‘furti’ di mangime nei confronti di coralli, ma ciò è un evento abbastanza raro, anche perché la maggior parte dei coralli non ha alcun bisogno di essere alimentata. Calcinus tibicen uesti piccoli paguri sono un vero e proprio aiuto per l’acquario di barriera: sono dei veri e propri pulitori tuttofare che si cibano di alghe (sia filamentose sia patinose), organismi morti, mangime avanzato e, inoltre, smuovono delicatamente il fondale, senza andare troppo in profondità. Ci sono ben pochi altri organismi in grado di fare tutte queste cose insieme! Le specie comunemente più reperibili di paguri sono: Calcinus tibicen, Phimochirus operculatus e Paguristes cadenati. Si possono anche allevare tutte e tre contemporaneamente nello stesso acquario. I paguri sono simpatici da osservare e poiché vivono all’interno di conchiglie vuote, spesso si verificano combattimenti sul possesso di una conchiglia particolarmente adatta, senza però danneggiarsi a vicenda. Un altro comportamento particolare è quello di provare a staccare le lumache dalle rocce o dal vetro, senza successo, riuscendo solo a farsi trasportare in alto per poi cadere rovinosamente a terra. I paguri non sono animali delicati; sopportano alte temperature, inquinamento organico e variazioni di salinità. L’unica cosa di cui abbisognano è un rifornimento di conchiglie vuote da occupare man mano che crescono, ma questo è il minore dei problemi. Neopetrolisthes sp. a grande maggioranza dei granchi non sono assolutamente adatti all’acquario con invertebrati. I granchi degli anemoni (Neopetrolisthes sp.) sono molto piccoli (max 2,5 cm diametro) e si distinguono dai veri granchi per il fatto di poter ripiegare l’addome sotto il corpo. Essi vivono tra i tentacoli degli anemoni, gli stessi che ospitano i pesci pagliaccio, e sono animali filtratori in quanto utilizzano le loro chele modificate (sembrano ventagli piumati) per catturare le microscopiche particelle di cibo. N. oshimai ha un disegno irregolare di macchie rosse e marrone su un fondo bianco, N. maculatus ha un carapace, zampe e chele bianche coperte di piccolissimi punti rosso-bruni ed il raro N. alobatus ha punti marrone scuro o blu sempre su fondo bianco. Questi granchi non abbisognano necessariamente di un anemone, sebbene si trovino più a loro agio con l’ospite. Si possono anche adattare a coralli duri con grandi polipi, ad es. Euphyllia, sebbene sia necessario porre il granchio direttamente sull’invertebrato all’atto dell’inserimento in acquario. Il granchio non danneggerà il corallo, anzi lo difenderà dai disturbi di potenziali pesci, come avviene in natura con gli anemoni. Questi granchi sono abbastanza resistenti, sebbene siano indifesi nei confronti di pesci grandi durante la muta. Anche le alte temperature estive non sono ben tollerate. L’ultimo problema è quello di eventuali combattimenti per il possesso dell’anemone nel caso siano già presenti pesci pagliaccio. Mentre in natura le dimensioni dell’anemone permettono la convivenza di entrambe le specie, in acquario ci sarebbero continue dispute, spesso a scapito dell’anemone stesso. Stetorhynchus seticornis Questo granchio può considerarsi una vera stranezza per la sua somiglianza ad un ragno. Le sue zampe e chele allungate sono un adattamento al tipo di alimentazione, rappresentato da vermi e altre piccole creature che vivono in profondità nel sedimento o all’interno delle rocce. Questi granchi hanno, quindi, abitudini abbastanza predatorie e possono tornare utili ma sono anche parzialmente pericolosi; utili perché possono eliminare animali potenzialmente pericolosi, come i granchi e i vermi delle rocce, e pericolosi perché possono cibarsi di spirografi e piccoli gamberetti. A parte queste controindicazioni questi granchi sono robusti e facili da allevare. E’ bene non allevare più di un esemplare per vasca. Trapezia, Tetralia e Domecia sp. Questi ultimi crostacei si differenziano dai precedenti in primo luogo perché sono poco conosciuti ed in secondo luogo perché ben difficilmente sono acquistabili: in genere arrivano gratis! Sono i granchi dei coralli, che vivono tra i rami dei coralli duri, e sono importati insieme ai loro ospiti ed arrivano nel vostro acquario come un bel regalo. Questi granchi hanno lo stesso ruolo che Neopetrolisthes ha per gli anemoni: li proteggono da eventuali pesci predatori ed addirittura dalle mani dell’acquariofilo! Inoltre, puliscono il corallo dai detriti, dei quali si cibano, integrando la dieta con il muco emesso dal corallo. E’ probabile che le sostanze azotate di rifiuto emesse dal granchio siano utilizzate dal corallo per rifornire le zooxantelle di nutrienti. Questi granchi di piccole dimensioni (max 2 cm diam.) sono vivacemente colorati: rosa, viola, bianco con una varietà di disegni. Sembra che ogni specie di granchio sia associata ad una ben determinata specie di corallo. Purtroppo, con il graduale aumento dei coralli riprodotti in cattività, questi ospiti diventeranno sempre più difficili da trovare. Granchi simili (Caphira sp.) si possono talvolta trovare in simbiosi con le Xenia.
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