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sabato 31 luglio 2010
 
 
Come schiudere le uova di Artemia salina
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Di Andrea Varisco

Al GAEM giungono spesso domande relative all'impiego di naupli di Artemia salina quale cibo per gli avannotti e, soprattutto, richieste di spiegazione su come poterli ottenere. Considerata la vostra diffusa curiosità e, tutto sommato, la scarsa informazione sulle metodologie, abbiamo deciso di produrre questo articolo per illustrarvi, sommariamente, alcuni metodi da adottare per la schiusa di questi piccoli crostacei. Tralascio i dettagli sistematici relativi a questi piccoli crostacei marini e, per maggiori approfondimenti, vi consiglio di prendere visione anche degli altri articoli GAEM inerenti questo argomento, così come la nostra bella videocassetta sul cibo vivo.

Cosa serve
  1. Naturalmente la materia prima: le uova di Artemia salina. Possono essere acquistate in qualsiasi negozio d'acquariofilia; diciamo subito che il prezzo di queste uova, pur rapportato ad altri prodotti alimentari per acquariofilia, è molto alto. Vi consigliamo di prestare attenzione alla confezione e, se possibile, di chiedere al negoziante informazioni relative alla data di produzione. Questo perché, a volte, capita di incappare in confezioni molto vecchie (soprattutto in piccoli negozi, dove lo smercio di prodotti è basso) le quali daranno scarsi risultati rispetto al numero di naupli che nasceranno.
  2. Oltre alle uova, serve uno schiuditoio dove far nascere i naupli delle Artemie. Questo può essere del tipo commerciale, acquistabile presso i negozi d'acquariofilia sufficientemente forniti, oppure può essere realizzato molto semplicemente in casa, con alcuni vantaggi... ovviamente a discapito di altri. Più avanti, in questo articolo, ne parleremo in dettaglio.
  3. Occorrono, poi, dell'acqua osmosi e del normale sale da cucina. Nel prossimo paragrafo parleremo delle quantità da utilizzare.

Come avrete già compreso, l'occorrente per far nascere dei naupli di Artemia salina è molto semplice.


Artemia salina adulta. Particolare del capo

Atremia saliina adulta. Particolare del capo

Quale e quanto sale utilizzare
E' risaputo che, per far schiudere le uova di Artemia salina, queste devono essere messe… in acqua marina. Ma "acqua marina" cosa significa? Non molto tempo fa, un amico negoziante, molto esperto, mi ha segnalato di avere notato delle differenze di schiusa in rapporto alla quantità di sale da lui impiegato. Sulla base di queste sue curiose informazioni, ho voluto effettuare alcune prove rispetto alla quantità di sale da utilizzare per la schiusa. Per quanto ho potuto notare, la quantità ottimale (cioè quella quantità compresa entro due valori, minimo e massimo, oltre i quali la percentuale di schiusa delle uova diminuisce sensibilmente) è compresa tra i 20 e i 40 grammi di sale per ogni litro di acqua. E dato che il buon Manzoni diceva che "la verità sta sempre nel mezzo"... per non sbagliare, vi consiglio, appunto, di utilizzare circa 30 grammi di sale! Comunque, questo serve semplicemente per farvi capire che non è necessario essere estremamente precisi nel dosare il sale; come dicevo, con valori compresi tra i 20 e i 40 grammi di sale per ogni litro d'acqua, le uova schiudono decisamente bene. Ricordate, comunque, che i due valori indicati sono "valori limite", oltre i quali non è consigliato procedere con la schiusa. Ma come si può dosare il sale? Beh... se non avete una bilancia sufficientemente "imprecisa" da permettervi di misurare "grosso modo" 30 grammi di sale... procedete pure ad occhio! Sappiate che un cucchiaino da caffè, colmo di sale, vi mette a disposizione circa 6-8 grammi di sale da cucina, naturalmente se ben asciutto.Come vedete... la quantità di sale che ci occorre, trattandosi di un valore medio e non necessariamente preciso, è molto semplice da determinare.

Atemia salina

A = uova ancora chiuse
B = nauplio che sta sgusciando dall'uovo
C = nauplio appena nato

Quale tipo di sale usare
Personalmente non ho visto alcuna differenza rispetto al variare del tipo di sale. Ciò significa che, invece del costoso sale marino per acquariofilia, può essere tranquillamente utilizzato il normale sale da cucina. Sottolineo che anche con quello chiamato "fino da cucina", lavorato e trattato, si ottengono dei buoni risultati. Come sappiamo, il sale marino per acquariofilia, in parte, viene preparato in laboratorio. E' molto ricco di microelementi ed è molto simile a quello disciolto in mare, ben più di quello che arriva sulle nostre tavole, che è già sotto forma di cristallo e, spesso, viene lavorato per depurarlo da sabbia e depositi. Certamente, rispetto al sale da cucina, non è migliore in termini di "capacità di schiusa" ma, probabilmente, lo è in termini di nutrimento. Naturalmente, sarebbe interessante poter affrontare ed approfondire questo argomento. Ma, per poterlo fare, occorrono le necessarie conoscenze, capacità che non possiedo. Beh… insomma, ho buttato la lenza. Speriamo che qualche nostro amico del GAEM ci dia una mano!

Artemia

Uovo di Artemia salina con il guscio aperto.
Il nauplio è fuoriuscito da poco tempo

Quale e quanta acqua usare
A differenza di quanto appurato con il sale, ho notato delle discrete differenze di schiusa in rapporto al tipo di acqua impiegata e, ancora una volta, l'acqua osmosi si rivela essere una soluzione migliore rispetto alla classica acqua dell'impianto idrico. Per la preparazione procedete in questo modo: in un recipiente per alimenti ponete circa 30 grammi di sale da cucina per ogni litro di acqua osmosi da utilizzare; versate la necessaria acqua osmosi, badando che la sua temperatura sia uguale a quella ambiente (non utilizzate acqua con temperatura inferiore a 20° C). Con un cucchiaio mescolate accuratamente il liquido finché il sale non sarà completamente soluto.

Lo schiuditoio commerciale
 Si tratta di un prodotto semplice da utilizzare e, in un certo senso, molto pratico. E' costituito da un recipiente rotondo, solitamente azzurro o grigio, provvisto di alcune "pareti concentriche" al suo interno, più un paratia mobile in plastica bianca o trasparente, un coperchio scuro e un setaccino da porre al centro.Il principio di funzionamento sfrutta la particolarità dei naupli di essere eliofili, cioè di essere fortemente attratti dalla luce; essendo completamente chiuso, i naupli vengono naturalmente attirati nella parte centrale, l'unica ad essere aperta e, quindi, illuminata. Il vantaggio offerto da questo aggeggio commerciale è dato dal fatto che... è già pronto e funzionante, ed ha un costo d'acquisto abbastanza contenuto.  Purtroppo, come spesso accade con i prodotti per acquariofilia, a mio avviso, si tratta di una buona idea… ma ancora da sviluppare e migliorare. Personalmente, dopo averlo usato ormai per molti anni (il mio primo schiuditoio credo proprio abbia già compiuto il ventesimo anno di età!) debbo dire di essere sbalordito che in tanti anni, dalla sua prima produzione, sia rimasto assolutamente invariato. Anche io, come tutti quelli che l'hanno usato per un lungo periodo, posso tranquillamente affermare che la sua capacità di schiusa è molto bassa; in determinate condizioni, si interrompe già a partire dal terzo giorno d'utilizzo. Per quanto ho potuto appurare, ciò dipende dallo scarsa quantità d'acqua e dal pressoché assente apporto di ossigeno verso l'acqua contenuta ed alla conseguente morte per soffocamento di numerosi naupli i quali non riescono, infatti, nemmeno a raggiungere il secondo stadio del percorso verso la luce centrale. A questo inconveniente si può ovviare, parzialmente, introducendo al suo interno una pietra porosa azionata da un aeratore a membrana. Ovviamente dovrà funzionare a basso regime, pena il mancato funzionamento del separatore uova/naupli. Comunque, sebbene la moria dei naupli al suo interno diminuisca, la capacità di schiusa resta bassa e, per grandi quantità di avannotti, assolutamente insufficiente. Sia chiaro, quindi, che nel caso si voglia utilizzare questo prodotto per far schiudere le uova di Artemia ed alimentare un alto numero di avannotti, si dovranno acquistare almeno due, o più, schiuditoi da far funzionare contemporaneamente. Inoltre la loro manutenzione (pulizia e riavvio) dovrà essere svolta a rotazione, ogni due o tre giorni al massimo.

La preparazione dello schiuditoio commerciale
Premetto che è molto importante posizionare lo schiuditoio in un punto della casa dove, poi, non lo si dovrà rimuovere (ad esempio per spolverare o prendere un libro!); questo perché lo schiuditoio deve restare assolutamente immobile, pena il travaso delle uova nello scompartimento centrale dove si raccolgono i naupli. Quindi, trovate un punto adatto, possibilmente riscaldato (le uova schiudono bene a temperature comprese tra i 22 e i 28 gradi) e soprattutto ben illuminato. Ovviamente mi sto riferendo allo schiuditoio di tipo commerciale; per lo schiuditoio artigianale, come vedremo più avanti, non servono tutte queste attenzioni. Togliete il coperchio e versate l'acqua salata al suo interno; quindi attendete circa 5 minuti, per dare modo all'acqua di fermarsi, e poi versate nello scompartimento più esterno (non in quello centrale!) un cucchiaino raso di uova di Artemia salina. Vi raccomando di non mettere prima le uova e poi l'acqua, come sbadatamente fanno alcune persone, perché in questo modo mescolerete il tutto… perdendo la possibilità offerta dallo schiuditoio di separare le uova dai naupli vivi. Richiudete quindi il coperchio, prestando attenzione alla posizione della tacca "close" posta sullo stesso e andate pure a farvi… una bella dormita! Ad una temperatura non inferiore a 22 gradi, potrete vedere i primi naupli sguazzare nel foro centrale dello schiuditoio, sopra il setaccino, dopo circa 24 o 36 ore. Per catturarli, pescateli con l'apposito setaccino, semplicemente sollevandolo. Prima di somministrarli agli avannotti, comunque, i naupli vanno lasciati asciugare e poi risciacquati in acqua corrente. Per semplificare il gocciolamento dell'acqua salata dal setaccino, utilizzo una piccola rete di plastica che appoggio sopra il foro dello schiuditoio; su questa appoggio il setaccino ed attendo che l'acqua sia completamente fuoriuscita. Terminato il gocciolamento, li risciacquo in acqua corrente (debole!) e li somministro agli avannotti o a piccoli pesci, immettendo il setaccino direttamente nell'acquario. Nel caso dobbiate alimentare avannotti che nuotano in gruppo (es. quelli dei Ciclidi), potete procedere in questo modo: sollevate il setaccino dallo schiuditoio e, dopo aver fatto fuoriuscire l'acqua salata ed averlo risciacquato, riponetelo su un piattino basso (tipo quelli per le tazzine da caffè) riempito con dell'acqua dolce e pulita; prendete una siringa da 5 ml, rimuovete l'ago e collegate alla stessa un tubicino da 5 mm di diametro (del tipo per aeratore). Aspirate i naupli direttamente dal setaccino e, avvicinando il tubo agli avannotti in acquario, somministrateli delicatamente, soffiandoli con la siringa.Personalmente, ad ogni prelievo di naupli, faccio corrispondere una nuova introduzione di uova da far schiudere. In linea di massima, però, utilizzo circa mezzo cucchiaino per volta. Questo perché, come vedremo in seguito, lo schiuditoio commerciale contiene poca acqua e i naupli, in sovrannumero, moriranno molto presto.

Lo schiuditoio alternativo
 Un sistema molto pratico, ma per certi versi antipatico, è quello di utilizzare un qualsiasi recipiente in plastica per alimenti, che possa contenere almeno un litro d'acqua. Al suo interno, oltre alle uova e all'acqua salata, va posta una pietra porosa azionata dal solito aeratore a membrana. E' necessario, però, provvedere a chiudere il contenitore, lasciando un piccolo sfogo per l'aria, in quanto la pietra porosa andrà azionata al massimo della sua capacità. In questo tipo di contenitore, a parità d'acqua con lo schiuditoio commerciale, possiamo introdurre un numero molto più alto di uova ed aspettarci una schiusa altissima entro le 36 ore. Il grande svantaggio, rispetto allo schiuditoio commerciale, è che non avremo una netta separazione naupli/uova. A questo inconveniente si può ovviare, sommariamente, spegnendo l'aeratore e lasciando depositare per almeno 10 minuti il contenuto del liquido di schiusa. Trascorso questo piccolo lasso di tempo, noteremo che le uova non schiuse (poche) si depositeranno sul fondo del recipiente e quelle schiuse, a differenza, galleggeranno in superficie; i naupli, invece, tenderanno a posizionarsi, nuotando, verso il fondo del recipiente. I naupli vivi sono un ottimo cibo per gli avannotti perché il loro tremolante movimento stimola i piccoli pesci all'azione predatoria. Se, invece, vengono somministrati già morti, potremmo incontrare qualche difficoltà nella loro alimentazione, soprattutto se si tratta di avannotti di pochi giorni e non ancora "esperti". Quindi, dobbiamo aspirare rapidamente questi naupli, perché già dopo venti o trenta minuti inizieranno a morire per la mancanza di ossigeno. Possiamo aspirarli direttamente dal recipiente, ma dobbiamo essere consapevoli che aspireremo anche alcune uova. Oppure possiamo tentare di attirarli in un preciso punto (ad esempio a metà altezza del recipiente, quindi lontano dalle uova) sovrapponendo al recipiente un cilindro realizzato con del cartoncino nero, al quale avremo praticato un piccolo foro dal quale far entrare della luce (magari con una lampadina accesa). Trascorsi alcuni minuti, per dare tempo ai naupli di nuotare fino al punto di maggiore intensità luminosa, potremo aspirarli con un tubicino, raccogliendoli con un apposito setaccio per naupli d'Artemia, acquistabile presso i negozi d'acquari. Consiglio personale: non tentate di realizzare da voi il setaccio... i naupli sono molto piccoli e serve un materiale davvero molto fine, difficilmente reperibile tra le cose di casa. Ma se ci riuscite.. fatelo sapere anche a noi! Il prelievo dei naupli può essere effettuato più volte al giorno e per circa tre giorni, ovviamente con una nascita altissima entro le prime 36 ore e una progressiva e logaritmica diminuzione delle nascite nelle ore seguenti. Data l'alta quantità di ossigeno, comunque, i naupli possono essere mantenuti in questo recipiente per alcuni giorni; in questo caso, ovviamente, andranno alimentati con un apposito alimento per naupli d'Artemia, acquistabile nei negozi d'acquari. Un altro sistema per preparare un alimento per i naupli è il seguente:  in un contenitore con un litro d'acqua proveniente dall'acquario, aggiungiamo 35 grammi di sale marino ed una briciola di lievito di birra fresco. Lasciamo maturare questa coltura batterica per diversi giorni e poi la utilizzeremo per alimentare i naupli d'Artemia (così come le Artemie adulte), somministrando una o due gocce al giorno. Come dicevo all'inizio, con questo sistema è possibile schiudere contemporaneamente grandi quantità di naupli. Solitamente preferisco schiuderne molti, anche in quantità eccessiva, rispetto alle reali necessità di alimentazione dei miei pesci. Di questa produzione quotidiana utilizzo subito il necessario, somministrandolo sia ad avannotti che a pesci adulti; i naupli avanzati li conservo, mettendoli nel congelatore di casa. Allo scopo utilizzo un vecchio blister per cibo surgelato, lavato e pulito, come potete vedere dalle seguenti immagini:


Piccole informazioni finali
Vi segnaliamo che in commercio esistono vari tipi di uova di Artemia salina; questo crostaceo infatti, pur essendo cosmopolita, presenta varietà locali che si caratterizzano per lievi differenze morfologiche e, soprattutto, per le variabili dimensioni. Quale esempio, in Puglia ne è presente un tipo che è stato segnalato essere uno dei più grandi al mondo. Per contro, segnaliamo che le Artemie provenienti dalle coste della California sono tra le più piccole al mondo. E' ovvio che, per noi acquariofili, sono da preferire naupli di Artemia molto piccoli, soprattutto in base alle dimensioni degli avannotti da alimentare. Chiedete informazioni al vostro negoziante sul luogo di provenienza delle uova. Per dovere di cronaca, inoltre, segnaliamo che è possibile acquistare queste uova contattando direttamente alla fonte i produttori, anche via Internet; a tutti gli effetti c'è un sensibile risparmio economico ma sussiste l'inconveniente di dover fare un ordine "minimo" di una considerevole quantità, anche per ridurre l'onere dovuto al costo di spedizione ed al pagamento delle tasse nazionali. Diciamo che, questa, non è un'operazione che può essere affrontata a cuor leggero dal singolo appassionato acquariofilo e, forse, è preferibile coordinarsi tra alcuni amici prima di effettuare un ordinativo d'acquisto. Sempre per dover di cronaca, segnaliamo che anche alcune aziende Cinesi si stanno affacciando sul mercato mondiale di questo crostaceo: offrono Artemie, naupli e uova di dimensione molto ridotta e con una percentuale di schiusa molto alta. Per quanto ho potuto appurare, i prezzi sono molto vantaggiosi, rispetto alla media offerta, ma l'acquisto è per noi decisamente proibitivo, dato il fatto che la quantità minima di uova acquistabile è decisamente esagerata per un acquariofilo "normale" (si parte da qualche Kg!).

Auguro a voi tutti una buona... schiusa!
 
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