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sabato 31 luglio 2010
 
 
L'Artemia salina: esperienze di allevamento
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Di Claudio De Maio

Ultimamente mi capita sempre più spesso di sentire acquariofili con problemi nell'allevamento dell'artemia viva, cioè nel farla diventare adulta.

Pensate che nei primi anni 80 l'artemia adulta si trovava in commercio in quasi tutti i negozi, bastava immergere una caraffa in genere della capienza di un litro per portarti a casa (dopo aver pagato 3.000 lire) una notevole quantità di artemia viva adulta.

 La domanda sorge spontanea: che l'artemia sia diventata delicata quasi come i lebistes di oggi? Chi lo può dire, io posso soltanto dirvi che ormai allevo l'artemia da quasi due anni con gli stessi metodi che usavo dieci anni fa e i risultati si fanno vedere, artemia in abbondanza sia d'inverno che d'estate. Ma vediamo di capire questo metodo assolutamente semplicissimo.

Premetto che di metodi ce ne sono tantissimi altrettanto validi: io vi descriverò il mio.  Partiamo dall'attrezzatura neccessaria: 2 catini (più grandi sono, più artemie si possono ottenere), sale usato per gli acquari marini, acqua osmotica, lievito di birra e naturalmente... le uova d'artemia!

Occorre Riempire il catino con acqua osmotica e sciogliervi 30 g di sale ogni litro d'acqua. Il mio catino ha una capienza di 30 litri, non uso nessun riscaldatore e ossigenatore. A questo punto mettiamo le uova (in quantità pari ad un cucchiaino da caffè scarso). Il mio catino resta sul balcone da metà aprile a metà dicembre (sono un pazzo!), eppure è proprio così le artemie fino alla fine di novembre non risentono minimamente della temperatura e per dirvela ancora più grossa sia l'acqua piovana che la neve sono cadute in abbondanza nel catino senza nessun risultato catastrofico per i piccoli crostacei!

Ma partiamo dall'inizio cioè metà aprile, il catino è sul balcone e le uova si sono schiuse: occorre iniziare ad alimentare i naupli con una piccolissima quantità di lievito di birra fatto sciogliere precedentemente in in bicchierino, non affrettatevi quando l'acqua tornerà limpida a dare una nuova quantità di lievito, è sufficiente somministrarlo almeno una volta alla settimana.

Con il caldo inizieranno ad arrivare i primi insetti che naturalmente moriranno a causa dell'acqua salata, non toglieteli, più insetti avrete nel catino e meno curerete l'allevamento, nel mio c'e veramente di tutto dalle mosche alle zanzare alla polvere della signora del piano sopra, che immancabilmente alla domenica mattina alle ore 9.00 sbatte, temutissimo da tutto il condominio, il suo tappeto.

 Con il tempo il catino si riempirà di alghe, a questo punto potrete pescare le artemie con le mani!. La domanda più ricorrente è la seguente "Per quanto tempo il catino viene esposto al sole?" Da aprile a maggio il sole batte sul balcone per circa 4 ore nel pomeriggio, da maggio a metà settembre cambio balcone dove il sole batte per circa 3 ore al mattino, da settembre a metà dicembre il catino torna sul primo balcone, naturalmente l'acqua evaporata la reintegro con quella osmotica, basta fare un segno con un pennarello sul catino per avere sempre l'idea di quanta acqua aggiungere. Tutto questo discorso del sole è perché ho notato nei mesi estivi che una lunga esposizione ha come effetto naturale quello di alzare la temperatura dell'acqua 30'C - 33'C, a questo punto le artemie si ammassano nel posto più fresco e più buio del catino, se il vostro balcone rimane tutto il giorno esposto al sole non vi rimane altro che coprire il catino almeno nelle ore più calde.

Siamo arrivati a dicembre, naturalmente le artemie con il freddo iniziano a diminuire, inoltre sotto il periodo natalizio le gelate sono sempre più frequenti, questo comporta il trasferimento all'interno delle artemie, ed è qui che entra in ballo il secondo catino, meglio se di uguale capienza: togliamo le artemie dal catino posto all'esterno insieme a metà dell'acqua, le versiamo nel catino di casa insieme ai rifiuti metaboliti, che poi non sono altro che quella sporcizia che si forma sul fondo di colore marroncino - verde (mai sifonata in 2 anni), portiamo a livello l'acqua alla giusta altezza preparandone della nuova sempre con 30g. di sale ogni litro di acqua osmotica aggiunta, lo stesso procedimento si fa con quello esterno che rimarrà fuori tutto l'anno.

L'acqua sul balcone sarà sempre più verde e servirà come alimento addizionale al lievito di birra. Una volta alla settimana preleviamo dal catino esterno un bicchirere d'acqua e dopo averla portata a temperatura ambiente la verseremo nelle artemie. Con questo metodo ho portato le artemie da una cinquantina prelevate a dicembre a dieci volte tanto in un mese (adulte). Ricordatevi reitegrare l'acqua prelevata dal catino esterno.

Una curiosità: le artemie portate in casa a dicembre misuravano circa 20 mm.

Con questo metodo avrete artemie adulte tutto l'anno.
Ai soci GAEM consiglio di visionare la cassetta "Cibo vivo", disponibile nella nostra videoteca, dove potrete vedere altri metodi d'allevamento.

Se dopo tutto questo non vedrete risultati, un dubbio vi potrebbe assalire: "che il mio balcone sia radioattivo?" :-)

 
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