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sabato 31 luglio 2010
 
 
Le piante e la luce
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Di Maurizio Vendramini - Estratto dal notiziario GAEM 1995
Benvenuti alla seconda puntata di questa rubrica dedicata a chi è alle prime armi con pesci ed acquari.

Nella scorsa puntata abbiamo analizzato due fattori fondamentali per un buon equilibrio biologico all'interno dell'acquario come l'acqua ed il filtraggio.

Ora invece ci occuperemo delle piante e dell'illuminazione.

Le piante acquatiche, oltre a creare un suggestivo ed esotico effetto decorativo, assolvono due funzioni di vitale importanza per la vita dei nostri pesci: consumando anidride carbonica durante il processo fotosintetico cedono ossigeno; l'altra funzione è l'assorbimento dei composti azotati, potenzialmente velenosissimi, che insieme alla CO2 sono gli elementi base su cui attraverso la fotosintesi, viene creata la materia organica.

Ma affinchè i vegetali possano espletare al meglio il loro compito, è necessario fornire loro dei "supporti vitali" appropriati.

A parte le piante acquatiche galleggianti (la cui peculiarità è di estrarre enormi quantità di composti organici dall'acqua), tutte le piante necessitano di un substrato adeguato dove sviluppare il loro apparato radicale; questo in acquariofilia è generalmente costituito da ghiaietto quarzifero, oppure di altro materiale inerte che non modifichi la chimica idrobiologica; vivamente ed assolutamente sconsigliato introdurre sabbia o pietre rinvenuti sui nostri fiumi poichè, ove non risultino inquinati, costituiscono motivo di alterazione di pH o durezza.

Il materiale di fondo dovrebbe avere un diametro non superiore ai 4 o al massimo 5 millimetri di diametro, preferibilmente dai 2 ai 3. In questo modo si ottengono tre vantaggi: il primo non far penetrare grosse quantità di sostanze di rifiuto fra gli interstizi del ghiaietto, che andrebbero inevitabilmente incontro ad un processo di putrefazione con conseguente deterioramento della qualità dell'acqua.

Il secondo che con queste dimensioni il materiale di fondo consente di diminuire il potenziale Redox (cioè la capacità di ossidazione delle sostanze chimiche da parte di un elemento, nel nostro caso l'ossigeno contenuto nell'acqua).Infatti se elevato molte sostanze disciolte si legheranno all'ossigeno e non potranno essere più utilizzate dalle piante; se invece la capacità ossidativa è mantenuta entro certi limiti, le sostanze non verranno legate e potranno essere assimilate dai vegetali. Con un potenziale Redox basso le sostanze che utilizzeremo come concime (il ferro in particolare) avranno maggiore attività e prolungheranno la loro presenza in forma assimilabile nel sottosuolo dell'acquario.

Il terzo vantaggio è che con un fondo per così dire soffice, sarà di estremo gradimento ai pesci di fondo; soprattutto i simpaticissimi Corydoras in questo modo potranno evitare di ferire e consumare i delicatissimi organi di senso che sono i barbigli.

Al momento della posa, potremo miscelare il materiale di fondo con sostanze concimanti apposite per acquariofilia, come la laterite tropicale, reperibile presso i negozi specializzati; questo per fare in modo che le radici abbiano subito un substrato idoneo al loro sviluppo. Successivamente si potranno aggiungere all'acqua altri tipi di concimi, tutti a base di ferro attivo, reperibili in commercio sotto forma di pasticche o bottigliette; generalmente le case produttrici serie offrono entrambi i tipi in quanto il concime liquido viene assimilato dal fogliame, mentre quello in pasticche è da interrare. Il motivo di questa differenziazione è che le piante acquatiche, a seconda dei tipi, assumono i nutrimenti o attraverso le foglie o attraverso le radici, con svariate specie che utilizzano entrambi i sistemi.

Da non dimenticare, avendo la possibilità, di utilizzare il cavetto riscaldante sul fondo che creerà un lento ma costante afflusso di acqua e di oligoelementi dal basso verso le radici e manterrà una temperatura uguale tra terreno e acqua, fondamentale per lo sviluppo dell'apparato radicale.

Unico inconveniente l'impossibilità di utilizzare tale sistema durante il periodo estivo o con temperature ambientali elevate: personalmente ho ovviato a ciò con uno stratagemma e cioè il filtro sottosabbia alla rovescia:

Esso è costituito da una griglia apposita adagiata sul fondo e da un tubo che devia nel sottosuolo una piccola parte di acqua filtrata; in questo modo viene riprodotta la cosiddetta "falda freatica"; con la lenta circolazione che abbiamo creato sotto il ghiaietto otteniamo i medesimi risultati che si otterrebbero col cavetto riscaldante ed in più no ha limiti di temperatura; l'importante che la quantità di acqua immessa nel terreno sia minima per non aumentare il potenziale Redox.

Come ho accennato in precedenza, uno dei più importanti elementi nutritivi per le piante è costituito dal ferro attivo, il quale è estremamente ossidabile, cioè si lega facilmente all'ossigeno. Quando il ferro è ossidato le piante non riescono più ad utilizzarlo e perde la sua efficacia.

Qui mi ricollego al discorso sul potenziale Redox: in un acquario questo dovrà essere mantenuto entro certi limiti appunto per prevenire l'eccessiva ossidazione (e la conseguente impossibilità di utilizzo) delle sostanze nutritive; per raggiungere un equilibrio soddisfacente del potenziale Redox, sarà sufficiente evitare l'utilizzo dell'areatore, le cosiddette "bollicine" e diminuire la turbolenza dell'acqua oltre all'aggiunta tramite diffusore di anidride carbonica (CO2).

Regole d'oro per mantenere le piante in acquario: eliminazione delle bollicine (areatore), concimazione a base di ferro attivo sia in pastiglie che liquido, diffusione di CO2 (anidride carbonica).

L'anidride carbonica è il più importante elemento nutritivo per i vegetali ed inoltre di fondamentale importanza per l'equilibrio acquariologico: innanzi tutto è il primo mattone chimico su cui le piante, attraverso la fotosintesi, trasformano la materia inorganica in materia organica; in secondo luogo perché funge da acidificante, cioè tende a ridurre il pH.

Questi sono i motivi fondamentali per i quali sarebbe auspicabile da parte di ogni acquariofilo disporre di un diffusore di CO2.

Sul mercato esistono svariati modelli a svariati prezzi, l'importante è non farsi gabbare dal "pescivendolo" di turno.

Ricapitolando per creare un ambiente adatto alle nostre piante occorrono due cose indispensabili: concimi adatti e CO2.

Come detto le case acquariologiche che vendono questi prodotti sono innumerevoli e per essere sincero la maggior parte sono di qualità: personalmente, dopo svariate esperienze, mi sono trovato a mio agio ottenendo inaspettati quanto positivi risultati facendo mia la teoria ed i prodotti Dennerle.

A questo punto non mi resta che analizzare il fattore senza il quale nessun vegetale al mondo potrebbe sopravvivere: la luce.

In generale vengono utilizzati i tubi fluorescenti, anche se ultimamente c'è la moda (peraltro molto naturale) degli acquari aperti che richiedono lampade molto costose e particolari a vapori di mercurio, la cui resa pero è nettamente superiore sia a livello di durata sia a livello di intensità luminosa.

Tornando ai tubi fluorescenti, che sono alla portata delle tasche dei più, devono avere una potenza pari a circa 0,5 watt (meglio se più) per litro d'acqua: cioè per un acquario di 100 litri netti ci vorrebbero 50 watt di luminosità, badando anche alla loro qualità, poichè le piante, per la loro attività utilizzano solo le radiazioni rosse e blu dello spettro luminoso.

A titolo di esempio citerò il mio acquario (100 litri d'acqua netti) dove ho tre tubi fluorescenti: 2 Trocal da 18 watt e una Triton da 25 watt per 12 ore di illuminazione giornaliera.

Attenzione, perché la potenza emessa da queste tre lampade se durasse 12 ore porterebbe alla proliferazione massiccia di alghe e le piante non ne gioverebbero di tutta questa luce, visto che dopo circa 10 ore di illuminazione il loro metabolismo tende al riposo, gradualmente.

Pertanto con due timer ho una Trocal accesa per le 12 ore, mentre la Triton e l'altra Trocal rimangono accese per sette ore: in tale modo si cerca di imitare il sole che ha un picco di luminosità nelle ore centrali del giorno, in cui le piante hanno il metabolismo al massimo e rilasciano grandi quantità di ossigeno dopo aver scisso la CO2 ed aver trattenuto il carbonio.

I tubi fluorescenti sul mercato sono molti e tutti di qualità: basterà rivolgersi al vostro negoziante di fiducia per avere informazioni sulle lampade più adatte per il vostro acquario prestando particolare importanza alle lampade fitostimolanti (Triton, Grow Lux, Osram Fluora, ecc.) perché potrebbero dare problemi con le alghe se in numero eccessivo o accese per troppo tempo.

Arrivederci alla prossima puntata dove parleremo dei pesci più facili da allevare.

 
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