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sabato 31 luglio 2010
 
 
L'acqua ed il pH
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L'acqua ed il pH
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A cura di Walter Peris

Premessa
"L'acqua è l'elemento base della vita".
Quante volte abbiamo sentito questa frase o l'abbiamo letta in qualche libro? Molte, credo. Eppure in essa è contenuto un grave errore di fondo: l'acqua NON è un elemento. Essa è un composto, una sostanza, ma non una "sostanza chimica", come spesso si sente dire; è una sostanza e basta. In questa semplice parola sono presenti significati di carattere fisico chimico estremamente complessi ed interessanti; vediamo di indagare più a fondo e cerchiamo di capire meglio questa molecola così semplice e, al contempo, così importante per la vita sul nostro pianeta. L'acqua, dal punto di vista chimico, è, come dicevamo, una molecola, costituita da due elementi: l'idrogeno, il cui nome significa appunto "generatore d’acqua" e l'ossigeno. La sua struttura è tale per cui le sue proprietà fisico chimiche sono praticamente uniche; molte di esse le conosciamo tutti: l'acqua, a un’atmosfera di pressione, solidifica a 0°C e passa allo stato di vapore a 100°C. Ma quello che non tutti sanno, o, meglio quello che forse tutti sanno ma su cui nessuno si è mai soffermato abbastanza a lungo per poter rendersi conto della complessità del problema, è che l'acqua è anche un solvente. In pratica l'acqua è in grado di solubilizzare moltissime sostanze, detti soluti. Alcuni di essi sono dissociabili, come ad esempio il sale da cucina, l'NaCl, altri non lo sono, come ad esempio lo zucchero. Vedremo più avanti come questa caratteristica potrà interessare gli appassionati di acquariofilia.

L'equilibrio ionico dell'acqua
Il discorso che andiamo ad affrontare richiede una certa dose di attenzione e di dimestichezza con la matematica che non tutti hanno.
Per chi non volesse farsi venire una cefalea nel tentativo di comprendere tutti i passaggi, consigliamo di saltare tutta questa parte e di leggere solo le note finali di questo paragrafo, riguardanti il pH. Per gli stoici che vogliono affrontare il discorso da un punto di vista più completo, possiamo dire che ciò che dà all’acqua un’importanza particolare per noi acquariofili, è la possibilità che la sua molecola si possa scindere in due pezzi, detti ioni, dando origine a reazioni di dissociazione del tipo

2 H2O = H3O+ + OH-

Questa espressione, detta equazione chimica, mostra un segno algebrico di uguaglianza (=) che separa i due membri; il segno di uguaglianza sta a significare che la reazione, così come è scritta, rappresenta un equilibrio chimico, cioè essa può essere letta sia da sinistra a destra che al contrario. In pratica possiamo dire che nell'acqua si verificano due reazioni contemporanee in cui due molecole reagiscono tra loro per formare i due ioni scritti a destra, mentre, contemporaneamente, altri due ioni, uguali a quelli scritti a destra, reagiscono tra loro per formare due nuove molecole di acqua, come indicato a sinistra. Queste reazioni sono in continuo divenire ed a un certo punto la velocità della prima uguaglierà quella della seconda: saremo quindi arrivati all'equilibrio. Questo equilibrio può essere espresso matematicamente con un’espressione, detta costante di equilibrio, il cui valore, una volta fissate temperatura e pressione, resta sempre lo stesso. In particolare, per la reazione scritta sopra, possiamo dire che

Keq = [H3O+] × [OH-] / [H2O]2

I valori scritti tra parentesi quadra rappresentano le concentrazioni delle specie chimiche in questione, espresse in moli per litro (mol/L). In realtà la quantità di molecole d’acqua che reagiscono per dare origine a questa reazione è una frazione estremamente piccola delle molecole di acqua presenti e quindi in questa espressione la concentrazione dell'acqua, che compare al denominatore, è talmente grande da poterla considerare invariata, e pertanto costante. Il suo valore potrà quindi essere inglobato in una nuova costante secondo la seguente equazione:

[[H3O+] × [OH-] = Keq × [H2O]2 = Kw

dove Kw è determinabile sperimentalmente ed è pari a 10-14 (mol/L)2. Questa Kw è detta "prodotto ionico dell'acqua". La conseguenza più importante di tutto questo è che all'equilibrio i due ioni H3O+ e OH- saranno in quantità uguali e, quindi, l'equazione qui sopra potrà essere scritta come:

[H3O+] × [OH-] = [H3O+]2 = 10-14

da cui, calcolando la radice quadrata, si ottiene

[H3O+] = 10-7 mol/L

Questo valore è estremamente piccolo (corrisponde a 0,0000001); dato che i numeri in gioco possono variare anche di diversi ordini di grandezza, è più conveniente esprimerli come logaritmi decimali. Quindi, l'ultima equazione diventerà:

lg [H3O+] = lg 10-7

cioè

lg [H3O+] = -7

che cambiato di segno diventa, all'equilibrio

- lg [H3O+] = 7

Definendo -lg [H3O+] come "pH", ecco che abbiamo la più famosa espressione della concentrazione di ioni idrossonio, la specie acida dell'acqua (in realtà sarebbe più corretto parlare di attività e non di concentrazione, ma questo è un argomento più teorico che possiamo tranquillamente trascurare). Una nota di colore; si legge, spesso, che la "p" di pH sta a significare "pondus". Questa leggenda deriva da un vecchio testo tedesco che per primo introdusse questa definizione. Nulla di più sbagliato. In altri testi si legge che "p" sta ad indicare l’operatore matematico "-log". Ebbene, nulla di più sbagliato anche qui. La "p" di pH sta ad indicare…una "p". In pratica, il primo chimico che si cimentò in questi calcoli si trovò a dover usare delle lettere per abbreviare certe grandezze ed utilizzò la "p", insieme ad altre, che, alla fine, rimase nell’espressione del risultato finale. Nulla di così suggestivo e romantico, quindi, nel simbolo di pH. Ma, ora, torniamo a cose più serie. Come tutti sanno, i valori di pH inferiori a 7 (cioè con potenze di 10 tra 0 e -7) stanno ad indicare soluzioni acide, mentre i valori superiori a 7 (cioè con potenze di 10 tra -7 e -14) stanno ad indicare soluzioni alcaline. Il significato è abbastanza ovvio: più la potenza di 10 diminuisce (in valore assoluto) più la concentrazioni di ioni idrossonio aumenta, e quindi aumenta l'acidità. Più la potenza di 10 aumenta (sempre in valore assoluto) più la concentrazione di ioni idrossonio diminuisce, aumentando perciò la basicità delle soluzioni. In generale, possiamo dire che avremo soluzioni acide quando il valore di pH sarà compreso tra 0 e 7, mentre avremo soluzioni alcaline, o basiche, quando il valore di pH sarà compreso tra 7 e 14, anche se valori esterni a questo intervallo, invero non comuni, sono ammessi. E' necessario, infine, porre l'accento sulla conseguenza più importante che deriva dall'uso dei logaritmi: il passaggio di pH da una unità ad una immediatamente successiva, o precedente, comporta in realtà una variazione della concentrazione di ioni idrossonio pari a 10 volte.
Tenendo presenti le caratteristiche di animali e piante presenti nelle acque si può affermare che:

valori di pH inferiori a 3 e superiori a 12 sono letali per tutte le specie viventi;
valori di pH intorno a 4,5 e 9,5 sono adatti a pochi organismi altamente specializzati;
valori di pH intorno a 6 sono adatti a piante ed animali delle foreste tropicali;
valori di pH compresi tra 6 e 8 sono favorevoli alla vita della maggior parte di piante ed animali;
valori di pH intorno a 8,5 sono adatti a poche specie di acqua dolce e alle specie marine.


 
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