| Una persona chiamata Jack Wattley |
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Di Maurizio Vendramini - Estratto dal Notiziario GAEM 11/1998 Per prima cosa voglio ringraziare alcune persone che hanno reso possibile la mia conoscenza con questa straordinario personaggio: Alain Zanzuri, noto allevatore di Discus e amico di Jack, Claudio De Maio, Presidente della nostra associazione, Andrea Meazza, il nostro traduttore ufficiale degli articoli TFH, Riccardo Ravicini, informatico e gestore del nostro sito su Internet, Walter Peris e la TETRA Italia, senza la cui sponsorizzazione non avremmo potuto realizzare il nostro sogno, una giornata GAEM con l’intervento dei due più autorevoli professionisti mondiali nel campo dell’allevamento dei Discus, Jack Wattley, e degli acquari di barriera, Svein A. Fosså. Tutto è incominciato Lunedì 5 ottobre, alle ore 13.30, quando, in un'uggiosa giornata autunnale, alla sala arrivi di Linate ho fatto la conoscenza con il grande Jack Wattley. Mi ero portato il classico cartello di riconoscimento (mi sentivo uno spaventapasseri) ma, dopo venti minuti d'attesa, ho subito riconosciuto il volto di Wattley. Sapevo che lui era il pezzo forte della conferenza, che mai nessuno prima d’ora era riuscito a convincerlo a venire in Italia, e solo gli sforzi delle persone e dell’azienda che ho sopra menzionato hanno potuto rendere possibile la giornata di Domenica 11 ottobre 1998. Di primo acchito, ovviamente, è apparso abbastanza distaccato; così, sfoderando il mio "slang", ho cercato di rompere il ghiaccio e ho chiacchierato del più e del meno, raccontandogli che mi ero sposato da poco e che mia moglie aveva gli occhi verdi e i capelli scuri, e lui mi ha risposto divertito ".....tipica mediterranea, eh?" Ho anche spudoratamente approfittato di lui, cercando di carpire qualche informazione sui Discus; quando si parla dei suoi beniamini, l’espressione si rasserena e si illumina. Ha risposto con cortesia e precisione a tutte, e sottolineo tutte, le mie domande, denotando già da qui di essere un "grande": i grandi professionisti non hanno paura di rispondere, perché sanno che non può essere una mera informazione a fare concorrenza ad un’esperienza di oltre 30 anni. Come si sa, fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e la prova è che, nonostante esistano migliaia di libri sui Discus, si possono incontrare molte difficoltà nel loro allevamento; quando ne parla, è come se descrivesse l’allevamento di un pesce rosso nella boccia. Mi ha colpito molto il discorso sui selvatici (pesci che adoro, indipendentemente che siano Discus o Lebistes) e mi ha detto che ogni due o tre anni i suoi vengono incrociati con questi, per rinvigorire il "sangue". Mi ha anche detto che i più difficili in assoluto da riprodurre sono i pesci della varietà "HECKEL": è solo riuscito ad incrociarli con i suoi, ma mai a far riprodurre una coppia di selvatici. Intorno alle 15, l’ho accompagnato in albergo, dove, purtroppo, non ha trovato un ambiente a lui congeniale anzi, sinceramente, si è un po’ lamentato, anche perché la figlia aveva dimenticato una valigia a casa. Così Walter, Alain e la gentilissima Sig.ra Faraone si sono adoperati per tranquillizzarlo. Visto che il ristorante dell’albergo era chiuso, la sera ci siamo premurati di portarlo a cena dove, senza smentirsi, ha gradevolmente acconsentito a fare qualche "click" con Walter, Claudio, Riccardo e me. La mattina seguente, con Andrea Meazza e Alain, siamo andati a prenderlo e lo abbiamo portato a visitare alcuni negozi di acquari, soffermandoci ovviamente sui Discus. In particolare, al negozio Barriera Corallina di Lissone, abbiamo osservato il pranzo di due squaletti pinna nera e dei Discus in vendita; anche qui ha mostrato la sua immensa disponibilità con le persone, accettando di farsi fotografare, e parlando di Discus e di acquari in generale. Mercoledì e Giovedì è stato ospite di Tetra Italia e Venerdì è andato con Alain a visitare il suo amico Heiko Bleher. Ma il vero colpo di fortuna l’ho avuto Sabato mattina quando, ritrovatomi insieme agli altri per allestire le vasche del concorso, ho avuto l’onore di fare da "cicerone" a Jack. Ormai, bene o male, ci conoscevamo da una settimana e avevamo avuto modo di scambiare opinioni e battute. E' stato proprio durante questa mattinata che ho potuto conoscere realmente la persona, seria e sempre rispettosa delle altrui opinioni. Mi sono permesso di esprimere alcuni giudizi sull’allevamento dei Discus, e lui ha generalmente concordato, precisando alcuni aspetti e senza mai dire che quello che fanno gli altri è sbagliato. Lui parla sempre della propria esperienza (più di trent'anni, e scusate se è poco) e dei suoi risultati (e anche qui, scusate se è poco); ma sono convinto che, se per assurdo, qualcuno riproducesse i Discus in acqua marina, lui risponderebbe semplicemente così: "Ah si? Io invece faccio così.....", senza dare del pazzo o peggio a chicchessia, come farebbero tanti acquariofili che si reputano degli esperti. Inoltre, facendo un giro in Corso Vercelli, mi ha fatto notare dei negozietti di fiori e antiquariato che io non sapevo manco che esistessero, dimostrando di essere un profondo osservatore dei luoghi che lo circondano. Ma, soprattutto, ci tenevo a sottolineare che, dopo aver dedicato una vita ai Discus e aver fatto dell'allevamento di questi animali una professione remunerativa, ogni volta che vede un Discus è come la prima volta, e i suoi occhi si illuminano di una luce che solo chi ha amore vero da esprimere può emanare. Per lui non esistono pesci brutti, come tanti allevatori, o pseudo tali, con disprezzo indicano i pesci non propri, ma esistono solo Discus "più belli". Non penso che lui abbia mai guardato in vita sua un Discus col pensiero "....adesso lo vendo....", ma bensì "....è un bellissimo animale...."; e basta. Ed è solo questo infinito amore verso questi pesci che lo ha fatto diventare, tanto per citare le parole di presentazione del nostro presidente "...the best in the world...." Ma quello che mi ha fatto capire veramente chi è Jack Wattley, è un piccolo fatto accaduto Sabato sera, il giorno prima della conferenza. Arrivato in ritardo, per motivi di lavoro, al ristorante, dove era stata organizzata una cena in suo onore, mi sono seduto al capotavola opposto a quello di Wattley, il quale era intento a dialogare vivacemente con Zanzuri e Solano, ovviamente di Discus. Non mi sono permesso di salutarlo per non interrompere la conversazione. Successivamente, accortosi del mio arrivo, si è disturbato ad alzarsi per venire a salutare me, che non sono neanche un allevatore di Discus. Da vero gentleman ha salutato anche mia moglie e l’amico Andrea Meazza, anch’egli ritardatario per motivi di lavoro. La mattina seguente, il fatidico 11 Ottobre, mi ha preso sottobraccio e mi ha indicato, sapendo che non partecipavo al concorso e che non avevo nemmeno i Discus, quale, secondo lui, poteva essere il prescelto: il n° 38 dell’amico Ugolini (socio GAEM da tempi immemori). Questo pesce non è entrato fra i primi tre per timidezza e perché la temperatura dell’acqua era troppo bassa, non permettendogli un regolare "pinneggiare". Ho avuto anche il piacere, assieme all’amico Walter, di assistere, da un angolino, alle sue scelte: 45 minuti per scegliere tre pesci, un vero professionista. Mentre valutava i pesci, sembrava di assistere ad un dialogo tra lui e i Discus, sembrava che gli parlasse, suggerendo quale fosse la migliore posizione per esternare tutta la loro bellezza. In ciò era sicuramente aiutato dal suo foglietto bianco, che sventolava a destra e a sinistra, quasi a suggerire il lato di osservazione agli animali. Inoltre, si è sincerato per ben tre volte che i numeri da lui scelti fossero quelli trascritti sulla scheda di premiazione, affermando che i pesci appena visionati erano forse ancora più belli di quelli presentati al campionato mondiale a Duisburg. Ci siamo rivisti il Lunedì mattina, mentre ero intento a smontare le vasche, e ricordo ancora l’ultima frase che mi ha detto sorridendo prima di partire, quasi fosse un nonno affettuoso: "mi raccomando, abbi cura di Maria (mia moglie) e non andare nei Night o al Bar, sii sempre un bravo ragazzo." Ecco, questo è Jack Wattley, una persona semplice, disponibile e premurosa, una persona che ha fatto suo un modo di essere comune a tutti i grandi personaggi che, senza voler farsi notare, vengono inevitabilmente notati per le loro grandi doti umane e professionali, un vero esempio per tutti noi, anche al di fuori e al di sopra dell’acquariologia. Volevo rinnovare i miei ringraziamenti al GAEM che mi ha dato modo di conoscere meglio questa persona, non solo sotto l’aspetto acquariologico (dove del resto non ha bisogno di essere conosciuto, in quanto è già famosissimo) ma, soprattutto, sotto l‘aspetto umano. Concludo queste mie riflessioni dicendo: THANK YOU VERY MUCH JACK, AND SEE YOU AS SOON AS YOU CAN. BYE! |
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