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giovedì 11 marzo 2010
 
 
Ciclidi: imitando la natura
Di Claudio De Maio - Estratto dal notiziario GAEM 1998

Trattiamo in queste righe due articoli apparsi sul n° 2 del "Cichlids Yearbook".

Prima di parlare di questi due articoli, una piccola introduzione: cos'è esattamente il Cichlids Yearbook?
Ogni anno, in tutto il mondo, vengono scoperte nuove specie di ciclidi; ecco la necessità per gli appassionati di avere un libro esclusivamente dedicato a loro con uscita annuale. Fino ad ora sono stati pubblicati sei numeri, di circa 100 pagine l’uno, con stupende fotografie a colori.
Tutti i più grandi esperti di ciclidi scrivono per questa collana, così suddivisa: la prima parte è dedicata ai ciclidi del Tanganika, la seconda al Malawi, la terza al lago Victoria e una quarta dedicata ai ciclidi dell'Africa Occidentale. C'è poi una parte dedicata ai ciclidi dell'America Centrale e del Sud Americani, dove quelli nani la fanno quasi da padrone. Non sono sul genere degli Atlas, ossia solo fotografici, ma in essi vengono descritte le specie nei particolari, le zone di pescaggio, l'alimentazione ed è descritta la riproduzione in natura e in acquario.
Un'ultima notizia prima di parlare dei veri e propri articoli: nella biblioteca del GAEM sono disponibili tutti i sei numeri pubblicati.
Torniamo ora ai nostri articoli.
Il primo articolo riguarda l'alimentazione dei ciclidi come avviene in natura, nel senso del comportamento, e come è possibile riprodurla in acquario. Come sappiamo, gli Mbuna passano la maggior parte del tempo a brucare le alghe sulle rocce, quelle che comunemente negli articoli e nei testi vengono definite "Aufwuchs", assumendo una classica posizione, che può essere riprodotta anche in acquario.
Vediamo come.
Prendiamo un tubo in PVC lungo 20 cm circa, con un diametro di circa 10 cm, e mettiamo quattro viti, due per ogni estremità del tubo; queste coppie di viti, poste a
circa 5 cm tra loro, serviranno da fermaglio ad una garza con fori non superiori ai 2 mm. Adesso tra la garza e il tubo metteremo del cibo che non deve essere né troppo duro né troppo solubile; degli stick o del cibo surgelato andranno benissimo. A questo punto va messo tutto in acquario. Appena i pesci scopriranno il cibo, non tarderanno ad assumere la classica posizione obliqua, molto simile a quella che assumono in natura durante l'alimentazione.
Un’immagine del cilindro dall'alto, completo di rete, viene mostrata nella figura seguente.

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L'autore conclude l'articolo dicendo che guardare i ciclidi in questa posizione si ha lo stesso divertimento che guardare il criceto sulla ruota. Vorrei ricordarvi che sia questo articolo sia quello che seguirà, sono delle pure curiosità, non assolutamente indispensabili.

Il secondo articolo tratta la "Riproduzione in modo naturale" degli incubatori orali.
Sappiamo tutti che gli avannotti o i cuccioli vengono fortemente influenzati dal comportamento dei genitori nei primi giorni di vita. Questo processo viene chiamato "imprinting".
Secondo l'autore, i piccoli che sono stati allontanati forzatamente dalla madre per effetto di pressioni umane, non portano quasi mai termine la covata. Dalle loro covate gli avannotti vengono rilasciati prematuramente. Questo non accade quasi mai con i pesci rimasti naturalmente con la madre fino alla maturità.
In un acquario di comunità, capita spesso che i piccoli lasciati con la madre vengano divorati quasi subito; in natura questo non succede perché la madre, negli ultimi giorni prima del rilascio, si sposta verso zone in cui l'acqua è molto bassa e risulta inaccessibile ai grandi predatori.
Questo è il motivo che ci spinge a costruire una riva naturale in acquario, che dovrà essere lunga tra i 50 e 70 cm e di altezza non superiore ai 15 cm; questa è l'altezza massima per non far arrivare i maschi territoriali. Questa riva dovrà essere arredata con rocce, che impediranno ancora una volta l'ingresso ai predatori
ed avranno il vantaggio di ricoprirsi di alghe, cibo preferito dagli avannotti. L'autore racconta come nel suo acquario le femmine si spostano sulla riva per rilasciare gli avannotti e la madre rimane con loro circa una settimana prima di far rientro nel gruppo degli adulti. Gli avannotti inizieranno ad abbandonare la riva una volta raggiunta la dimensione di 2 cm o più.
Questo tipo di costruzione è molto adatta per i Tropheus e gli Eretmodini.
L'acquario è schematizzato nella Figura seguente.

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Con queste poche righe abbiamo voluto mostrare come sia facile riprodurre anche in acquario quelle che sono le condizioni più simili a quelle naturali e che possono aiutare i nostri ospiti a sentirsi proprio come a casa loro.

 
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