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giovedì 11 marzo 2010
 
 
Ancistrus dolichopterus. Un "operatore ecologico" delle nostre vasche?
Di Lorenzo Romanelli - Estratto dal Notiziario GAEM 12/2001

Sono un po' pignolo nelle cose che faccio ed è per questo che, quelle alghe e quelle patine verdastre che si formano sugli arredi, soprattutto nelle vasche appena allestite, non mi sono mai piaciute. Molti affermano che rendono l'acquario più naturale (non posso dar torto a queste persone, in natura ci sono molte alghe) ma il troppo storpia.
Ecco che entra in gioco il mio ben amato "operatore ecologico" Ancistrus dolichopterus, vero lavoratore instancabile e, secondo me, pesce indispensabile in ogni vasca di comunità e non.
Active imageDico "e non" perché inserisco gli Ancistrus anche in vasche biotopo quando, per motivi di gusto personale, la vasca sta prendendo una brutta piega. Pensate che una volta dovetti assentarmi per lavoro, e non avendo potuto curare la mia vasca da poco allestita dedicata ad uno scorcio del lago Tanganika ritrovai al mio ritorno tutti gli arredi coperti da una patina verdastra che, essendo troppa per i miei gusti, mi avrebbe costretto a spazzolare tutto: legni, sassi e vetri.
Giustamente mia moglie, vista anche l'ora tarda, mi dissuase dal mettere le mani in vasca ma quando uno è "de coccio…" (non volevo vedere all'indomani quella situazione). Armatomi di trappola per Ancistrus (vedi nota a fine articolo), cercai di catturare una delle mie due femmine che si trovavano nella vasca di comunità.
Non ci crederete, ma in una notte la mia fedele Ancistrussina pulì così meticolosamente la vasca che il mattino dopo non sembrava più la stessa. Non per questo motivo sfrutto i miei pesci, anzi, continuo a viziarli con pasti adeguati (che vi consiglierò più avanti) e con i periodici cambi d'acqua che effettuo regolarmente ogni 15 giorni.

Il genere Ancistrus fa parte della famiglia dei Loricaridi ed abita nelle cavità o nelle buche delle sponde di fiumi o torrenti a forte corrente dell'America meridionale. Gli Ancistrus dolichopterus si presentano con un corpo allungato e piatto nella parte ventrale. Con la bocca in posizione ventrale, composta di labbra unite a formare una ventosa, riescono a rimanere attaccati a qualsiasi supporto o arredo ci sia nell'acquario pulendolo con i piccoli denti che possiedono. I maschi si differenziano dalle femmine per una serie di "baffoni", chiamati cirri o tentacoli, più lunghi nel maschio, che a volte in soggetti più anziani sono anche ramificati. Entrambi i sessi hanno una livrea di colore marrone scuro (più intenso per il maschio) con alcune macchie chiare sul corpo e la pinna dorsale e caudale conbordi bianchi. Con la parte dorsale molto più dura e con le numerose "spine" delle pinne ventrali e dorsali mi hanno dato sempre una sensazione di "preistorico".
Se attaccato, un Ancistrus riesce a bloccare tutte le sue pinne nella loro massima estensione per tenere lontano qualsiasi predatore da quell'unico punto indifeso che è il ventre molle.
Pesce molto pacifico e notturno si attiva quando, trovata la femmina adatta, pulisce il substrato per la deposizione; quest'ultimo può essere un legno di torbiera, un sasso, un anfora od addirittura un tubo di plastica liscio.

Active imageMa ora voglio raccontarvi la mia esperienza nella riproduzione che, senza seguire alla lettera le normali procedure di preparazione della vasca e della coppia, è avvenuta in un acquario di comunità.
Nella mia vasca di 130 litri ci sono molte radici, che certamente sono servite da nascondiglio per le uova, molte piante, ma anche diversi coinquilini; se le prime due caratteristiche sono utili per indurre la riproduzione, la terza ostacola notevolmente lo sviluppo delle uova in quanto vengono predate.
Avendo in questa vasca solo un esemplare femmina, mi feci prestare da un collega di lavoro un giovane maschio, anch'esso solitario di una vasca di comunità di 100 litri.
Appena inserito, il maschio cominciò subito una specie di lotta all'ultimo "uncino" con la femmina. Lasciai in ogni modo entrambi nella vasca in quanto essendo piena di nascondigli adatti ad una fuga dell'eventuale "perdente" mi dava sicurezza per la loro salute. Scoprii, in seguito, che non era una lotta bensì una specie di danza di corteggiamento del maschio che cercava di bloccare la femmina in un angolo.
Era il periodo estivo ed essendo in ferie potevo dedicarmi molto più del solito ai miei acquari, così da viziare un po' le "mie creature". Decisi quindi, anche per abbassare un po' la temperatura, di effettuare cambi d'acqua più frequenti e più "freschi" in modo di abbassare di qualche grado la temperatura; inserii anche frequentemente, sia per la coppia di Ancistrus che per tutti gli altri pesci fitofagi in mio possesso, delle zucchine e della carote sbollentate facendo attenzione, in seguito, a togliere quelle non mangiate.
Nel frattempo le "battaglie" erano finite e, mentre la femmina era sempre in giro per la vasca, il maschio restava perennemente sulla stessa radice muovendo freneticamente le pinne ventrali e scacciando qualsiasi coinquilino si avvicinasse. Scoprii successivamente che stava arieggiando e difendendo le uova deposte nella cavità della radice che rimaneva coperta ai miei occhi da alcune piante. Infatti, una sera, allo spegnimento delle luci della vasca, notai spuntare fuori per attaccarsi al vetro frontale prima uno e in seguito altri 16 piccoli Ancistrussini, di circa 7 mm, che cercai subito di catturare per osservarli e crescerli al meglio.
Active imageLa mortalità iniziale fu precoce ma contenuta: ora sto crescendo 14 affamatissimi Ancistrus che, dopo quasi due mesi dalla nascita misurano 1,5 cm.
Riguardo al cibo, oltre alla verdura sbollentata, aggiungo alla loro dieta pastiglie da fondo per Loricaridi e mangime secco in scaglie.
I seguenti valori sono sempre stati costanti nella vasca di comunità:

  • Conducibilità: 250/300 microsiemens
  • pH: 6,8 -:- 7,0
  • KH: 7
  • GH: 7
  • NO2: non rilevabili

 

 

 

 

Invece nella vasca di circa 60 litri, dove cresco i piccoli, i valori sono inferiori, in quanto, dovendo inserire una maggior quantità di cibo, ho incrementato i cambi con acqua osmotica arrivando ad un terzo della quantità complessiva ogni settimana.



Trappola per Ancistrus

Come ho spiegato nell'articolo, se attaccati, gli Ancistrus irrigidiscono le pinne ventrali e dorsali, quindi se catturati con retini possono rimanere incastrati nelle maglie e costringerci, in casi limite, a tagliare la rete per evitare loro danni.

Active imageUna soluzione può essere quella di usare dei contenitori rigidi (bicchieri, tazzine, ecc.) che però sono difficili da spostare nella massa d'acqua all'interno della vasca e qui entra in gioco la "trappola" che ho trovato insostituibile per catturare gli Ancistrus ma potrebbe funzionare bene anche con altri pesci.

Materiale occorrente: una semplice bottiglietta di plastica con l'imboccatura larga almeno quanto la preda, un coltello o taglierino ed una pastiglia da fondo per Loricaridi o del cibo vegetale (zucchine, carote bollite).

Tenendo la bottiglia in orizzontale, la taglieremo poco sotto l'imboccatura in due pezzi disuguali tenendo più corto il pezzo dell'imboccatura, gireremo ora la parte dell'imboccatura verso la parte del fondo più capiente, cercando di incastrarle l'una dentro l'altra senza incollarle, mettendo all'interno l'esca (cibo vegetale).
Dopo la cattura dovremo smontare la trappola per estrarre la preda.
Adagiata orizzontalmente sul fondo della vasca con l'imboccatura leggermente rivolta verso il basso, la trappola risulterà infallibile. L'unica accortezza è di tenerla sotto controllo per evitare che vi entri qualsiasi altro pesce (sono tutti molto curiosi delle novità inserite nella vasca) che, se lasciato dentro, potrebbe "impazzire" e non riuscire più ad uscirne.

 
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