| VIII Congresso Gaem: le conferenze |
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Massimo Boyer: "Indonesia: il centro della biodiversità marina" Massimo Boyer è laureato in Scienze Biologiche ed ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Ambientali Marine.
Vanta un’esperienza pluridecennale nel campo della ricerca scientifica, sia nello studio degli ecosistemi mediterranei che dei reef tropicali (dinamiche delle comunità ittiche dei reef, conservazione e valutazione dell’impatto di attività umane e catastrofi ambientali). Coordina dal 2000 progetti di ricerca in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche in Indonesia dove, tra altre attività, ha gestito per dieci anni un dive resort. Il frutto della sua esperienza si traduce nell’essere anche docente a contratto in corsi Universitari sull'ecologia e la diversità dei reef e in corsi divulgativi come quelli organizzati in collaborazione con l'Acquario Civico di Milano. Massimo è anche un fotografo subacqueo e autore di testi per libri e riviste (Aqva, Subaqva e altre testate sia nazionali che internazionali. Si occupa di allevamento di coralli molli per il mercato dell'acquariofilia, con progetti di conservazione in corso sia in Indonesia che alle Maldive. E’infine consulente per studi ambientali in mare, valutazioni di impatto umano, operazioni di censimento visuale della fauna ittica e rilevamenti fotografici in ambiente acquatico. Tra i suoi progetti per l’immediato futuro, una barca per crociere sub di ricerca scientifica in Indonesia e un resort con annesso laboratorio di ricerca alle isole Fiji. Nicoletta Ancona: "La tropicalizzazione del Mediterraneo" Nicoletta Ancona è laureata in Scienze Naturali ed ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Naturalistiche e Ambientali. Dal 1998 è Conservatore all’Acquario e Civica Stazione Idrobiologica di Milano dove ha collaborato al progetto di ristrutturazione dell’Istituto e del percorso espositivo. Supervisiona l’attività di mantenimento degli ambienti acquatici ricostruiti e delle quarantene. Collabora con l’Università Statale di Milano e con l’Università Bicocca per tesi di laurea. Enrico Cattani: "Sud America: biotopi charrua. Caracidi, ciclidi, loricaridi e fauna acquatica in genere dell'Uruguay". Enrico Cattani è un acquarifilo appassionato che facilmente parla di pesci e crostacei nei forum e nei newsgroup che popolano la rete, ma difficilmente parla di sé. Gli abbiamo dovuto strappare quasi con la forza queste poche note. Cominciò con una semplice vaschetta 12 anni fa, quando tornando dall'acquario di Genova finì per caso in un vivaio con la moglie e il figlio e sempre per caso acquistò una vasca da 50 litri per il figlio. L'appetito vien mangiando, e negli anni aggiunse altre vasche e altri litri: da 300, 240, 100 e una miriade di vaschette e catini, per la disperazione della moglie e la gioia degli acquariofili Dopo pochi mesi incontrò i ciclidi del Malawi e poi i centroamericani come Vieja, Amphilophus e Tomocichla e fu subito amore a prima vista, di primo acchito per i colori sgargianti che li contraddistinguono, poi, con il tempo, per il modo di comunicare e i comportamenti straordinari che questi pesci regalano all'appassionato che li ospita nelle sue vasche. Ultimamente si è interessato ai ciclidi sudamericani meno noti, tra cui Gymnogeophagus tipo labiatus, san borja, rio yì e le Crenicichla reofile meridionali come minuano, missioneira e celidochilus. Per questo si è ultimamente recato in Uruguay, compiendo uno dei suoi soliti viaggi alla ricerca degli ambienti da cui i pesci ornamentali vengono pescati, contattando pescatori professionisti e portando in Italia esemplari rari ed interessanti. Prossimamente ha in animo di vagabondare ulteriormente nel Nuovo continente, questa volta in Messico, sperando di poter osservare i ciclidi dei cenotes e quelli eurialini. A breve dovrebbe esserci anche un altro viaggio in Siberia in uno dei laghi piu’ particolari e interessanti del mondo per l’osservazione dei famosi gammaridi e isopodi del lago Baikal. Daniela Ghia e Gianluca Fea: "Le caratteristiche biologiche ed ecologiche del gambero autoctono Austropotamobius pallipes" Daniela Ghia, naturalista, collabora dal 2001 presso il Laboratorio Acque Interne del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Pavia. Si occupa di ecologia delle biocenosi acquatiche, di ittiologia e in particolare dello studio del gambero autoctono e delle specie alloctone, con la partecipazione al progetto europeo Craynet e a progetti Life. Gianluca Fea, è un biologo collaboratore presso il Laboratorio di Acque Interne dell’Università di Pavia dal 2002. Si occupa di ecologia delle biocenosi acquatiche, con studi che riguardano sia l’ittiofauna sia i crostacei d’acqua dolce con un particolare interesse per la specie autoctona europea Austropotamobius pallipes. Ha partecipato a numerosi progetti di gestione e reintroduzione di questa specie sia nazionali sia europei fornendo alcuni contributi scientifici. Pagina principale Congresso |
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