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giovedì 11 marzo 2010
 
 
Betta splendens
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Raccolta uovaDi Matteo Avella, Paolo Inga e Matteo Montalto

Introduzione
Il pesce combattente è uno tra i pesci più diffusi e tra i più amati dagli acquariofili di tutto il mondo, sia per le splendide varietà presenti sul mercato, e sia che per la loro indole estremamente "combattiva", o meglio territoriale, frutto di millenni di evoluzione in ecosistemi ricchi potenziali concorrenti. Questo pesce è originario del sud est asiatico, dove ora viene abbondantemente riprodotto a scopo commerciale. Appartiene alla famiglia degli anabantidi e, come tutti gli apaprtenenti a tale gruppo, è caratterizzato da un particolare organo , il labirinto, situato sul capo, con il quale può agevolmente utilizzare, per la respirazione, l'aria atmosferica. Le branchie vengono infatti utilizzate per l'approvigionamento di ossigeno solo nei primi giorni di vita, quando la larva non ha ancora terminato la metamorfosi. Tuttavia è importante notare che attraverso queste ultime anche il pesce adulto espelle ammoniaca e CO2. E' molto importante lasciare un ampia superficie libera in modo che il pesce non trovi difficoltà nel respirare; se il pesce non riuscisse a catturare la bollicina d'aria, morirebbe annegato! Certo, suona quasi ridicolo che un pesce possa morire annegato, ma è proprio così! I pesci acquistabili nei negozi presentano livree molto lontane da quella selvatica. In natura, infatti, è possibile trovare dei maschi con pinne leggermente colorate di rosso o blu, ma niente a che fare con quei fantastici riflessi che possiamo osservare negli esemplari in vendita.

Dicerie
Purtroppo sentiamo spesso dire che gli adulti possono vivere in piccolissime quantità d'acqua o addirittura solo in presenza di umidità, proprio perchè, grazie al labirinto,il pesce può prendere l'ossigeno dall'aria. Questo, pur essendo in parte veritiero, va smitizzato e non accettato, in quanto un volume troppo piccolo di acqua si caricherebbe in breve di grosse concentrazioni di ammoniaca, avvelenando presto l'acqua e, inltre, la CO2 rilasciata dal pesce farebbe abbassare drasticamente il pH con conseguenze tristi ed indesiderate... Quindi, se mantenere un pesce con poca acqua è una vera tortura mortale, è assolutamente da aborrire l'idea di mantenere un pesce con la solo umidità! Sia perchè "non è il suo ambiente" (!) e sia perchè la CO2 secreta dalle branchie reagisce con l'acqua che ristagna sulle branchie (la sola umidità), generando acido carbonico, deleterio per le lamelle branchiali del pesce! Malgrado questo, in alcuni negozi, non è raro notare esemplari tenuti in bicchieri di plastica o di vetro (anche barattoli per marmellata!) e in queste condizioni, molto spesso si ha un deperimento delle lunghe pinne e un effetto negativo sul comportamento dell'animale; come abbiamo spiegato più sopra, se protratto nel tempo, questo brutto metodo di mantenimento porta indiscutibilmente il pesce alla morte. Il motivo per cui ai maschi di Betta splendens venga riservato questo trattamento non è poi così chiaro; una volta esposti in negozio, i pesci potrebbero essere agevolmente smistati nelle varie vasche d'esposizione, ma non tutti purtroppo lo fanno! Così, noi appassionati, recandoci nei negozi, spesso ci troviamo obbligati a sopportare la vista questi magnifici pesci relegati in pochissimo spazio... e se decidiamo di acquistarli, purtroppo, spesso ci troviamo di fronte ad animali già "rovinati" (apatici, tristi, svogliati...e con colori sbiaditi). Quindi... sfatiamo l'uso del barattolo di marmellata, sfatiamo il Betta "indistruttibile" e, piuttosto, cerchiamo da subito di mantenere al meglio anche questo pesce!

AccoppiamentoCombattente
I maschi di Betta splendens nel sud est asiatico venivano (e molto probabilmente avviene anche oggi, malagrado i divieti imposti dai governi locali) fatti combattere in bocce di vetro e sugli esiti del combattimento venivano fatte scommesse dai passanti, un po' quello che succede barbaramente coi galli in sud America e con i cani anche nel nostro paese! Il combattimento tra due maschi è un qualcosa di veramente spettacolare, o meglio... è spettacolare solo quello che precede il combatimento vero e proprio! Due maschi, prima di attaccarsi si affrontano mostrando in tutto il loro splendore le pinne e provocando grossi spostamenti d'acqua che servono a far comprendere al rivale la propria forza. Ma lo "spettacolo", se così lo si può chiamare, termina nel momento in cui i due maschi decidono di attaccarsi. Il combattimento vero e proprio non riuscirete nemmeno a vederlo, tanto sarà rapido.. e vi ritroverete con uno dei due maschi moribondo!

Cosa da non fare...
In natura non si arriva mai al combattimento vero e proprio, perchè uno dei due contendenti, una volta compresa la superiorità dell'altro maschio, ha la ossibilità di fuggire lontanto, rimediando al massimo qualche morso sulle pinne. Invece i combattimenti causati dall'uomo hanno sempre esito mortale per uno dei due malcapitati! Il maschio vincente colpisce ripetutamente lo sconfitto (che non può sottrarsi all'ira del dominante) sino a quando questo non viene tolto dalla vaschetta. E, solitamente, è già troppo tardi: i colpi sono violentissimi; il maschio, che possiede i dentelli all'interno delle labbra, estroflette la bocca e, a violenti morsi, attacca le pinne e la testa del rivale. Un colpo al capo può determinare la morte (o la rovina totale) del pesce attaccato. Ma noi alleviamo i pesci perchè li amiamo e li vogliamo osservare in tutto il loro splendore,  vero?! Quindi, queste sono cose da non fare!

Tassonomia
Phylum: Chordata
SubPhylum: Vertebrata
Classe: Osteichthyes
Ordine: Perciformes
Famiglia: Anabantidae
Genere: Betta
Specie: splendens

A 6 mesiAllevamento
In natura il Betta splendens vive in acque basse, stagnanti e ricche vegetazione (in particolare macrofite). Normalmente lo si rinviene nelle risaie e nelle piane allagate. Questo è già un buon dato di partenza e, per tanto, l'acquario che lo dovrà ospitare non deve essere molto alto, in modo da far risparmiare al pesce lunghe risalite in superficie al momento della respirazione (come avviene in natura). Piuttosto, sarà da preferire un acquario piuttosto basso ed ampio. Se avete problemi di spazio, vi diciamo subito che il lilitraggio minimo per il loro allevamento è di 20 litri. Naturalmente più ampia sarà la vasca e migliori risultati di allevamento si otterranno. Nel caso vogliate adottare una vasca di piccole dimensioni, vi suggeriamo di non allevare le femmine insieme al maschio. Queste avranno poco spazio per sfuggire all'insistenza di quest'ultimo e rischieranno spesso dei seri morsi. Quindi, potrete allevare il maschio in una vasca arredata ed introdurre le femmine solo per l'atto dell'accoppiamento. Naturalmene questo è solo un consiglio "di sicurezza", volto allla salvaguardia delle femmine di Betta. E' chiaro che vi esortiamo vivamente ad adottare vasche di dimensione adeguata, come avviene per qualsiasi altra specie.

Vasca 300 litriL'acqua
Non occorre prestare eccessiva attenzione ai parametri chimici dell'acqua; è infatti sufficiente fornire a questi pesci un pH compreso tra 6,5 e 7,5, una durezza di medio valore (dGH compreso tra 8 a 12) e una temperatura mai inferiore a 22° C.
L'acqua, come per tutti gli acquari, andrà cambiata con regolarità e in quantità sufficiente. Suggeriamo di cambiare non meno del 30% del volume una volta al mese.  In un acquario ben rodato e popolato da una fitta vegetazione basta un semplice filtro meccanico la cui funzione rimane quella di mantenere l'acqua in tenue movimento e asportare, comunuqe, grossi detriti. Questo filtro andrà pulito regolarmente, per rimuovere gli elementi di scarto dall'acquario. Sugeriamo di pulirlo una volta alla settimana.

L'arredo
Sempre per quanto detto sopra, la vasca deve essere piantumata con un gran numero di piante e magari, e provvista di qualche legno o radice, in modo da creare vari rifugi per le femmine. Riteniamo che non è indispensabile allevare i Betta in un apposito acquario "biotopo" ma che sia necessario rispettare alcune condizioni di allevamento: tante piante, movimento dell'acqua non eccessivamente veloce, un buon coperchio e un poco di spazio sopra la superficie. Nell'allestimento della vasca tutte le piante possono venir utilizzate, ma vi consigliamo quelle specie a rapida crescita che, oltre ad essere le più resistenti e semplici da coltivare, si sono dimostrate tra le più gradite dai Betta: Myriophyllum spp, Ceratophyllum demersum, Cabomba spp, Vallisneria spp. Suggeriamo, inoltre, l'uso di alcuni tipi di piante galleggianti, tra le quali la facilissima Lemna minor, che darà rifugio agli avannotti durante i primi giorni di nuoto. Anche per il materiale da fondo non esistono problemi; come al solito si dovrà prestare attenzione a non introdurre materiale calcareo o, in qualche modo, tossico. Il classico ghiaino policromo (non calcareo!) acquistabile in negozio può andare bene. Naturalmente, se invece è vostra intenzione di realizzare uno speciale acquario biotopo, vi suggeriamo di scegliere le piante tra le tante specie appartenenti all'area del sud-est asiatico; inoltre potrete sistemare il fondo con del materiale molto fine, quale la sabbia per acquario.

BettinoConvivenza
Data la sua spiccata territorialità, è meglio tenere un solo maschio adulto in vasca. La presenza delle femmine dovrebbe limitarsi solo al momento in cui decidiamo di fare accoppiare il maschio. Infatti la continua convivenza del maschio con le compagne gli arrecherebbe un grosso stress, essendo quest'ultimo sempre in allerta pronto a scacciare dal proprio territorio le partner non pronte alla riproduzione. Molto spesso esemplari in tali condizioni cominciano a presentare problemi nella fecondazione delle uova e successivamente muoiono. Questo problema viene limitato, come abbiamo ampiamente accennato all'inizio della pagina, da vasche ampie, riccamente arredate e proviste di nascondigli. La convivenza con altre specie non presenta grandi problematiche, ma tenete conto che il pesce combattente pur essendo molto territoriale ed altrettanto aggressivo, è infastidito da pesci troppo vivaci e voraci; è sconsigliabile allevarlo con i Guppy, in quanto le lunghe pinne dei maschi potrebbero far scattare l'ira del Betta splendens maschio, che non esiterebbe ad ucciderli. E' altresì sconsigliabile la convivenza con ciprinidi , soprattutto Barbus spp o altri pesci che potrebbero arrecare danni alle lunghe pinne dei maschi. Altri anabantidi quali Colisa lalia, Colisa chuna, Trichogaster spp, non dovrebbero risultare fastidiosi per i Betta splendens.

Femmina livrea riproduzioneAlimentazione
Come tutti i pesci, una corretta alimentazione dovrebbe essere costituita da un buon mangime secco integrato con del surgelato o, meglio, del cibo vivo. Per quanto riguarda i mangimi secchi, vanno bene sia le scaglie che il granulato. Ricordatevi di somministrare sempre poco cibo e, soprattutto, ricordate che è molto più facile che muoiano per eccessiva alimentazione, piuttosto che per fame! Non somminitrate mangimi secchi troppo proteici (come i granulati per discus), in quanto potrebbero causare gravi occlusioni intestinali ai Betta. Tutti i cibi surgelati, di piccola dimensione, sono graditi dai Betta. In particolare, l'Artemia salina, magari arricchita con integratori vitaminici -acquistabili nei negozi d'acquariofilia, è un ottimo mangime per questi pesci. Occorre invece somministrare con riguardo le larve rosse di zanzare (Chironomus): somministrazioni pari a tre o quattro volte al mese sono più che sufficienti e ciò sempre al fine di prevenire occlusioni intestinali. Vi ricordiamo che una corretta e, soprattutto, varia alimentazione sta alla base di un corretto allevamento. Pesci in perfetta forma mostreranno splendidi colori, ampie pinne e sentiranno presto il desiderio di accoppiarsi per riprodursi.

Un esempio concreto
Optiamo per una vasca da 30 litri circa delle seguenti dimensioni : 50x30x30h cm. Come materiale di fondo usiamo della sabbia non calcarea in quantità tale da formare uno strato di circa 5 -:- 6 cm (circa 6,5 Kg). Per il filtraggio usiamo un filtro meccanico caricato con spugna o lana di perlon il cui flusso d'acqua deve poter essere regolato in modo da non generare un'eccessiva corrente. Se possedete un filtro meccanico la cui potenza non può essere regolata, coprite l'uscita con una calza in modo da rallentare il flusso in uscita. Utilizziamo un termostato da 25-50 watt e regoliamolo sui 24°c. Sistemato il fondo, inseriamo qualche radice di piccola dimensione e una grande quantità di piante acquartiche; regolatevi in modo che non meno della metà della superficie del fondo sia ricoperto da vegetazione. Utilizzate specie a rapida crescita (Myriophyllum, Ceratophyllum, Cabomba) che , in primis terranno bassa la concentrazione di nitrati in vasca (e questo è sempre un bene) e poi in breve ricopriranno tutta la superficie dell'acqua, dando così vita ad un piccolo ecosistema palustre. Prima di introdurre i pesci, attendiamo almeno un paio di settimane, in modo tale che le piante abbiano tempo di attecchire bene e che la vasca e il sistema di filtraggio maturi a dovere.

Raccolta uovaRiproduzione
Uno dei più affascinanti spettacoli che si possono verificare nelle nostre vasche è sicuramente la riproduzione dei nostri pesci. Per quanto concerne il pesce combattente, tutto quello che accade prima e dopo l'accoppiamento è qualcosa di indescrivibile, quasi poetico. E questo uno degli aspetti che ha dato tanto successo a questo stupendo animale. Occorre far notare che anche il padre dell'etologia classica, Konrad Lorenz, ha descritto la riproduzione di questa specie nel celebre "L'Anello di Re Salomone".

Accoppiamento
Come già accennato, il maschio costruisce un nido galleggiante di bolle, le quali vengono mantenute unite da uno speciale muco secreto dal maschio stesso. Solitamente il nido del Betta splendens è costituito da sole bolle e, a differenza di ciò che fanno altri Anabantidi, raramente si possono trovare tra esse frammenti di vegetazione. Durante l'attesa dell'accoppiamento, il maschio continua a rinforzare la "culla" delle sue future larve aggiungendo bolle ricoperte dal muco. Si può comprendere quanto sia imminente la deposizione dalla livrea della femmina; questa mentre si avvicina il momento della deposizione, presenta sui fianchi delle striature verticali bianche; questa caratteristica livrea interrompe l'omogenea colorazione orizzontale dei fianchi, in modo da evitare che il maschio si irriti al momento della deposizione. Infatti una livrea omogenea significherebbe per il partner sfida e non i sottomissione. La femmina con un movimento caratteristico del corpo si avvicina al maschio, il quale spiega le sue magnifiche pinne; a femmina si dirige verso il partner col suo corpo posto perpendicolare a quello del maschio. Quest'ultimo l'abbraccia, piegando il proprio corpo ad "U". I primi "abbracci" non vedono l'espulsione di uova e sperma e sono da considerarsi una sorta di prova generale prima del vero e proprio accoppiamento. Dopo alcune prove, avverrà l'accoppiamento vero e proprio e si avrà l'espulsione dei prodotti sessuali (uova e sperma). All'uscita dello sperma è possibile notare un leggero fremito della pinna dorsale del maschio. I dueAccoppiamento riproduttori rimangono per un attimo frastornati. Il maschio è il primo a riprendersi e si dirige verso le uova che, possedendo una maggiore densità rispetto all'acqua, tendono a cadere sul fondo. Il maschio raccoglie le uova in bocca e le trattiene per qualche secondo in modo, si pensa, da facilitare la fecondazione. Subito dopo, risale verso il nido e le sputa al suo interno. Anche la femmina appena si riprende va in cerca delle uova e se è stata nutrita correttamente, non se ne nutrirà ma le sputerà anch'essa nel nido. Altre femmine, invece, le ignoreranno totalmente e sarà il solo maschio a raccoglierle. La deposizione avviene in un'ora circa e il numero di uova espulso dalla femmina cresce nelle ultime unioni. Aesemplari adulti e ben cresciuti arrivano a deporre fino a 1000 uova. Al termine della deposizione, la femmina inizia a perdere l'evidente riga verticale sui fianchi ed il maschio la scaccerà violentemente e si preparerà alle cure del nido. Vi accorgerete che la femmina, nei primi giorni, avrà l'instinto di mantenersi nei pressi del nido, malgrado le aggressioi del maschio. Si pensa che questo comportamento sia dovuto al fatto che il maschio, in natura, potrebbe essere predato. In questo caso la femmina subentrerebbe nella cura delle uova e, per esperienza personale, vi assicuriamo che curano le uova e gli avannotti benissimo, tanto quanto il loro "naturale balio".


Riproduttori
I maschi che vedete in commercio solitamente sono pesci già abbastanza vecchi, comunque adulti, e se sono esemplari molto belli state certi che sono stati utilizzati varie volte per riproduzioni nell'allevamento di provenienza. Quindi se riuscite a reperire esemplari giovani (magari tra noi soci GAEM) avrete una prole più numerosa e in salute. Per le femmine cercate esemplari di piccole dimensioni e fatele crescere voi stessi nella vostra vasca. Femmine troppo grosse possono sottomettere un giovane maschio ed anche ucciderlo.

Raccolta uovaInserimento
Nei capitoli precedenti abbiamo parlato dell'allestimento dell'acquario per i Betta. Sono ormai pasate due settimane dell'avvio dell'acquario, ed è giunto, quindi, il momento di introdurre in vasca il maschio. Nel caso di vasche piccole (ricordate? Noi stiamo portando l'esempio di una vasca da 30 litri) è molto importante mantenere il maschio e la femmina sempre separati e solo nel periodo della riproduzione dovranno essere tenuti in vasca insieme; infatti in natura le femmine entrano nel territorio del maschio solo nel momento in cui siano pronte alla deposizione. Come già spiegato, nutritelo bene. Effettuate un paio di somministrazioni quotidiane (una volta il secco, la seconda il surgelato) e aspettate ancora un paio di settimane in modo da fare ambientare al meglio l'esemplare. Nei primi giorni apparirà un poco spaesato, ma in breve tempo inizierà a prendere possesso del territorio e, nella migliore delle ipotesi, a costruire un nido di bolle. A parte nutrite al meglio la femmina, un paio di somministrazioni quotidiane di surgelato dovrebbero indurre l'esemplare ad una più veloce ovulazione. Ricordate di non somministrare alimenti troppo proteici ai riproduttori, con l'Artemia salina andate sul sicuro! Trascorse le due settimane osservate la femmina: se presenta un ventre abbastanza gonfio (anche prima della somministrazione di mangime) e la papilla genitale leggermente estroflessa ( una estroflessione di mezzo mm presente tra le pinne ventrali e la lunga pinna anale), significa che è ora di introdurla nella vasca precedentemente allestita, in cui risiede il maschio. Per quanto riguarda quest'ultimo non importa se in assenza della femmina non costruisce il nido di bolle (caratteristico di molte specie apparteneti alla famiglia degli Anabantidae); in presenza di quest'ultima comincerà a costruirlo. In ogni caso, il fatto che il maschio cominci a costruire il nido anche in assenza della femmina, è indice oltre di buona salute, anche di perfetto ambientamento dell'esemplare nel nuovo habitat. Nel caso che la femmina non presenti ancora quel "puntino" bianco, evidente, tra le pinne anali, significa che non è ancora pronta per la deposizione. Quindi, sarà opportuno attendere ancora qualche giorno, dove continueremo ad alimentare al meglio l'esemplare e a mantenerlo nel migliore dei modi. Una volta introdotta la femmina, difficilmente la riproduzione avverrà subito. Infatti anche la compagna avrà bisogno di ambientarsi e, quindi, sottolineiamo ancora l'importanza di una folta vegetazione! V i accorgerete presto che il maschio inizierà a corteggiare la femmina, spiegando le sue magnifiche pinne; se la partner non mostrerà evidente interesse (ciò è molto facile all'inizio), il maschio inizierà a colpirla per scacciarla dal suo territorio. La femmina potrà, quindi, trovare rifugio tra le numerose piante e al momento opportuno, quando sentirà vicino il momento dell'accoppiamento, sarà lei stessa a dirigersi verso il nido del maschio.
Per stimolare l'accoppiamento, alzate gradualmente la temperatura a 26° C e aspettate fiduciosi! Se entro una settimana non dovesse accadere nulla di significativo ,allontanate la femmina e riprovate in seguito, facendo passare almeno una settimana dall'ultimo tentativo.

BettiniAvannotti
Con una temperatura di 26° C la schiusa delle uova avviene in circa 48 ore. Le larve, inizialmene, rimangono con il capo tra le bolle e con le codine penzolanti. Sono già molto attive anche se stanno sviluppando le prime pinne. Proprio per questo motivo vedrete il maschio in continua ricerca delle larve che tentano di uscire dal nido. Dopo un paio di giorni le larve completamente sviluppate abbandonano il nido e si disperdono in vasca. Ma il maschio continuerà a sorvegliarle. Matteo Avella, nostro socio, oltre ad averci confermato ulteriormente che che il maschio non si disinteressa affatto dei piccoli dispersi in vasca, ha notato che uno dei suoi maschi, posizionandosi subito sotto la superficie dell'acqua, provocava con le pinne pettorali un leggera corrente che attirava i piccoli. A quel punto il maschio li raccoglieva in bocca e li spostava in un luogo più sicuro. Al fine di migliorare sempre più la conoscenza di questo stupendo animale, segnalateci anche voi ogni comportamento particolare che riscontrate!

A 6 mesiAccrescimento avannotti
Una volta diventati adulti potrete notare anche voi come più maschi convivano senza attaccarsi ed uccidersi, anche se occorre far notare che crescendo, l'aggressività dei maschi tende ad aumentare e con essa il senso della territorialità... che culminerà con l'atto riproduttivo. Potrete quindi allevare insieme più maschi provenienti da una stessa covata, ma solo in vasche di dimensioni adeguate (2-3 maschi in almeno 150 litri).

Alimentazione avannotti
Abbiamo appena detto che i piccoli avannotti tendono presto a disperdersi. Ecco che torna l'importanza del consiglio iniziale: avere una fitta vegetazione in acquario. Le larve hanno bocche troppo piccole per ingerire i naupli di Artemia salina, ma tra le piante possono alimentarsi di plancton che trova riparo tra la vegetazione e le alghe. Questo ci aiuterà moltissimo nel loro primo accrescimento e tale dieta sarà sufficiente ai piccoli sino alla loro metamorfosi, che avviene solitamente in un periodo che va dalle due alle quattro settimane. Ma già dopo una, o al massimo due, settimane gli avannotti sono in grado di consumare naupli di Artemia salina, quindi potrete già provare a somministrarle, prelevando prima il maschio (è infatti impossibile prelevare tutti gli avannotti da una vasca con vegetazione) e spostandolo in un'altra vasca, sempre mantenendolo separato dalla femmina. Continuate ad alimentare i vostri avannotti, passando lentamente ad alimenti sempre più grandi (uova di pesce, Artemia salina, cibo secco). Dopo un mese di vita gli avannotti dovrebbero misurare 1 cm circa e mostrare la classica fisionomia del Betta splendens.
 
 
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