| Come far crescere bene le piante d'acquario |
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A cura di Walter Peris Con questo articolo non pretendo di trasformavi in abilissimi coltivatori di piante, ma spero di aiutarvi a rendere l'acquario un po' più bello e, soprattutto, più accogliente per i piccoli ospiti. A chi non piacerebbe aver un acquario con piante in salute e con una crescita rigogliosa? A nessuno, credo. Alcuni di noi riescono nell'impresa, altri no. Perché accade questo? Perché a qualcuno crescono bene le piante, tanto da essere costretto a potature frequenti, mentre ad altri la crescita è stentata o, addirittura, assente? I motivi sono parecchi, purtroppo, ma possono essere riassunti in poche parole: l'ambiente non è adatto alle nostre piante. Per poter crescere sane e rigogliose, le nostre piante hanno bisogno di cura e di attenzione, soprattutto all'acqua e all'ambiente in cui si trovano. Infatti, le piante, al contrario degli animali, non possono spostarsi, e se l'ambiente in cui crescono non è adatto a loro, non possono trasferirsi per cercarsene uno migliore, semplicemente muoiono. Per aver una crescita adeguata dovremo, perciò, porre parecchia attenzione a diversi fattori; tra i tanti, i più importanti sono i seguenti: luce, fertilizzanti, popolazione, sia animale che vegetale, qualità dell'acqua. Tutti questi elementi sono importanti, ma ancora più importante è il corretto bilanciamento tra essi. E' perfettamente inutile eccedere in uno e restare scarsi negli altri, perché non si raggiunge altro risultato che arrestare la crescita delle nostre piante e favorire aspetti che si vogliono sempre tenere lontani, quali, ad esempio, il proliferare delle alghe. La popolazione, sia animale che vegetale, non deve essere mai eccessiva; troppi pesci creano problemi alla stabilità dei valori dell’acqua, mentre troppe piante possono creare problemi di compatibilità tra le specie presenti (vedere più avanti). Le influenze della luce e della qualità dell'acqua sulla crescita delle piante sono note ai più, e comunque saranno, molto probabilmente, argomento di articoli futuri; quello che oggi vogliamo focalizzare è il problema dei fertilizzanti, ed in particolare i cosiddetti oligoelementi. Per questo motivo tralasciamo di parlare del potere fertilizzante della CO2, che è noto, e vediamo subito di passare al dunque e descrivere quelli che sono i principali componenti che un buon fertilizzante deve avere, per evitare i più frequenti problemi che possono affliggere le nostre amate piante. Quelli che ora elencherò sono i più importanti, ma non è detto che debbano essere gli unici. I nutrienti importanti per le piante, e per la vita subacquea in genere, sono tantissimi, ma la maggior parte di questi è richiesta solo in quantità talmente piccole da non essere necessario aggiungerli con i fertilizzanti, perché presenti in ogni acqua potabile o in ogni prodotto atto a trattare l'acqua RO per renderla adeguata alla vita dei pesci. E' chiaro che per chi alleva pesci in acqua esclusivamente osmotica o demineralizzata, ci saranno sempre problemi a coltivare anche piante, proprio per la mancanza quasi totale di tutti i nutrienti necessari alla vita vegetale. Lo scopo dei fertilizzanti, è proprio quello di integrare gli oligoelementi sottratti all'acqua con i trattamenti demineralizzanti, o sottratti dalle piante stesse con la loro crescita. Le carenze, come gli eccessi, di nutrienti, sono sempre segnalate dalle piante con sintomi ben caratteristici, anche se non sempre di facile interpretazione, anche perché non sempre è facile reperire le informazioni del caso. Talvolta non sono proprio le piante a segnalare i problemi, ma altri ospiti indesiderati: ad esempio, un eccessivo dosaggio di nitrati o fosfati è segnalato da una esagerata crescita di alghe. Molta attenzione va anche posta ad un parametro spesso trascurato, il KH. Un valore di durezza carbonatica maggiore di 4-5°dKH porta a una riduzione dell'assorbimento da parte delle piante dei nutrienti fondamentali; per questo motivo vi consiglio, se volete dedicarvi senza troppi problemi, alla coltivazione delle piante, di abbassare il KH al di sotto del valore sopra indicato. Cercheremo ora di colmare una lacuna, o almeno lo spero. Ecco, innanzitutto, un piccolo elenco di quelli che sono i minerali macro e micronutrienti necessari alla crescita ottimale delle piante [1]: Minerali macronutrienti (concentrazioni % approssimate, rispetto al peso secco dell'intera pianta):
Minerali micronutrienti (concentrazioni in ppm - mg/L - approssimate da avere in soluzione per una crescita regolare):
E' evidente che tutti questi minerali devono essere presenti combinati con altri elementi a formare ioni o molecole neutre, e non come elementi tal quali (ad esempio, il carbonio è utilizzato come CO2 o come bicarbonato, non come carbone o grafite o diamante).E' chiaro che, viste le esigue quantità in gioco dei micronutrienti, basta poco per eccedere nel dosaggio, come per avere una carenza. Com'è quindi possibile dosare adeguatamente questi nutrienti. La risposta non è semplice. Il metodo più immediato è quello di dosare i singoli componenti ed aggiungere quelli che servono. Questo, evidentemente, è un metodo poco pratico, oltre che costoso.
Possiamo ora riassumere in una tabella questi sintomi [3]:
A questo punto ci si chiede come fare per evitare questi problemi. Certo, la fertilizzazione è fondamentale, ma i fertilizzanti sono parecchio costosi; non esiste un modo per poter ottenere un fertilizzante economico e funzionale? La risposta, come già avrete capito, è positiva. Sfruttando queste conoscenze e leggendo le etichette delle confezioni di fertilizzanti in commercio, è stato possibile mettere a punto un fertilizzante economico e adatto alla coltivazione delle piante in acquario. La sua somministrazione è tale che basta controllare il ferro presente per sapere se sia o meno il caso di ridosare il tutto. La ricetta che segue[4] prevede l'utilizzo di una miscela di oligoelementi che può essere reperita in ogni centro di giardinaggio, mentre le altre sostanze possono essere richieste in farmacia. Ecco la composizione:
L'acido cloridrico serve a prevenire la crescita di funghi. Per preparare la miscela, sciogliere in 150 mL di acqua deionizzata la miscela di elementi chelati in tracce, poi aggiungere gli altri componenti e portare a 300 mL con acqua. Aggiungere questo fertilizzante giornalmente, in modo da avere sempre una concentrazione di ferro pari a 0.1 ppm. Una dose approssimativa di 3 mL per 100 L di acqua può essere una buona partenza. L'esatta quantità dovrà, però, essere determinata per tentativi, misurando solo il contenuto di ferro. Se la vasca è anche ben popolata di pesci, il cibo somministrato dovrebbe essere sufficiente per fornire un'adeguata quantità di nitrati; per questo motivi, il nitrato di potassio potrebbe essere eliminato da questa formulazione. Per sapere se ciò sia possibile, vi consiglio di dosare i nitrati e verificare che siano presenti a una concentrazione variabile tra 2 e 5, massimo 10, mg/L. Un'altra formulazione, di periodicità settimanale e sperimentata da me direttamente, si basa sulla formula sopra citata ed è stata opportunamente adattata per poter consentire una sola somministrazione settimanale. Le materie prime per questa formulazione sono le seguenti: miscela di oligoelementi COMPO Sempreverde BASF (reperibile presso i Centri Giardinaggio più grandi e forniti), potassio solfato, potassio nitrato e ferro (III) chelato con EDTA, in questi dosaggi:
La preparazione avviene come nel caso precedente, e la soluzione finale viene conservata in frigorifero. Il dosaggio è di 60 mL a settimana per 100 L di acqua da fertilizzare. In questo caso i dosaggi sono piuttosto alti, proprio per garantire una durata settimanale dei nutrienti. Vediamo, con questi prodotti, le concentrazioni in acquario:
Con questi dati potete modificare la composizione della miscela secondo le vostre necessità, bastano delle banalissime proporzioni. Da notare, secondo quanto dichiarato dal produttore, che gli elementi chelati nel COMPO hanno un campo di stabilità al pH che va da 6 a 10 per lo Zn, il Cu ed il Mn, mentre va da 4 a 7 per il ferro. Concludiamo ricordando che la fertilizzazione con nutrienti non basta ad avere una rigogliosa crescita di piante, ma deve essere abbinata ad un ambiente sano e salubre, oltre che ad un’illuminazione adeguata. Queste potrebbero essere le condizioni più idonee ad una crescita regolare in qualunque vasca:
Un'ultima cosa; Luca Specchio, un nostro socio, ha scritto un articolo che riguarda l'illuminazione degli acquari. Vi consiglio di prenderne visione, in modo da integrare e completare quanto più possibile l'argomento "Piante in acquario". Precisiamo che il GAEM non trae alcun beneficio economico dalla seguente segnalazione.Come reperire i prodotti citati nell'articolo Visto il grande interesse e le numerose richieste che ha suscitato questo articolo di Walter Peris, il Direttivo GAEM ha deciso di indicare direttamente su questa pagina le reperibilità dei prodotti citati, allo scopo di migliorare ulteriormente la qualità dell'acquariofilia italiana. Tali informazioni non hanno carattere commerciale e le sottoindicate aziende non hanno alcun legame con la nostra Associazione. Milano ATS FAAR S.p.A. Via Alserio, angolo Via Cola Montano (zona Farini) - 20159 - Milano Via Camporicco, 1 - 20060 - Vignate (MI) - Tel. 02 - 95360013 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo http://www.atsfaar.it/ Roma Donati dr. Ciro Piazza Confienza, 1 - 00185 Roma Tel: 064441491 - fax: 064441047 Vende esclusivamente confezioni da 250-500g. Farmacia D'Alena Remigio Via Cavour, 260 - 00184 Roma Tel. 064882864 Vende anche in quantità minori (100g) Torino De La Pierre C.so Dante, 50 Tel. 0116635547 oppure 0116638473 (ha cessato l'attività) Duroni Va G. Collegno, 10 Tel. 0114376165 (solo per ordini superiori alle 200.000 lire) Chimica Strola V ia Buscaglioni, 4 Tel. 011280110 Genova a Farmochimica Largo S Francesco da Paola 45B r Tel 010/255201 fax 010/261585. In mancanza di altro, ci si può rivolgere a una Farmacia, che è in grado di procurare i prodotti menzionati nell'articolo, fatta eccezione per quelli di tipico utilizzo botanico come, ad esempio, il COMPO della BASF. Note e bibliografia: [1]: Karen Randall, Aquatic Horticulture by Aquarium Frontiers and Fancy Publications Inc., Plant Nutrition - Part 1. 1997. [2]: Karen Randall, Aquatic Horticulture by Aquarium Frontiers and Fancy Publications Inc., Plant Nutrition - Part 2. [3]: Niels Jacobsen, Aquarium Plants, 1979. Blandford Press Ltd. [4]: Paul L. Sears, Kevin C. Conlin, Control of Algae in Planted Aquaria, 1996. |
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