Di Gianpiero Nieddu
Generalità La Linfocisti è causata da un iridovirus ed è la prima malattia virale isolata e studiata nei pesci. Si tratta di un virus molto grosso (180-300 nm), di forma icosaedrica, che produce inclusioni intracitoplasmatiche e intranucleari.
Colpisce una gran varietà di pesci (più di 125 specie), d’acqua dolce o salmastra, d’allevamento o selvatici, d’acqua fredda o tropicale. Raramente causa la morte del soggetto colpito ed il maggior danno è la produzione di lesioni esterne che rendono il pesce inutilizzabile. È ovviamente un problema più per i pesci d’acquario che per quelli destinati all’alimentazione umana. Questo virus ha una specificità per i fibroblasti; una volta che ha infettato una cellula, ne causa un’ipertrofia. Le singole cellule possono ingrandirsi anche di 50.000 o 100.000 volte, raggiungendo la dimensione di 2 mm. A grandi linee, i principali sintomi della malattia sono rappresentati da grossi noduli bianco-grigiastri sulle pinne e sulle branchie. Ci sono state delle segnalazioni di lesioni anche a livello di organi interni. Questa malattia può essere diagnosticata istologicamente. Le cellule infette presentano un nucleo allargato, inclusioni citoplasmatiche basofile e una capsula ialina che circonda la cellula. Come in tutte le infezioni progressive, il virus si replica nel nucleo, che appare vacuolizzato e con aree di necrosi. Spesso, quest’infezione è autolimitante e regredisce spontaneamente. Sintomatologia Presenza di puntini di varie dimensioni, da bianchi a rosa, soprattutto su pelle e pinne, ma anche in bocca; raramente sono presenti sulla superficie sierosa di organi interni. Il virus infetta i fibroblasti dermici, inducendo una forte ipertrofia delle cellule che divengono visibili a occhio nudo. Fasi iniziali della malattia si evidenziano con il corpo del pesce come coperto di granelli piccolissimi di farina, che più tardi s’ingrandiscono. Fattori predisponenti Stress recenti. Morbilità La trasmissione si realizza attraverso la rottura delle lesioni, da cui fuoriescono innumerevoli virus. Molto probabilmente i pesci sono portatori sani che manifestano la malattia in caso di stress (pesca, manipolazioni, ecc.). Alcuni soggetti colpiti e curati possono ripresentare successivamente la malattia, mentre altri sono resistenti ai successivi incontri con questa patologia. Istopatologia A livello microscopico si notano fibroblasti ipertrofici con inclusioni citoplasmatiche basofile. Materiale virale può essere trovato come piccoli agglomerati di cromatina sparsi. Questi linfocisti sono circondati da una capsula di materiale ialino, che è il responsabile della risposta infiammatoria. Metodi di diagnosi Sezione istologica di pelle o pinne, che mette in evidenza dei fibroblasti dermici ingranditi. Generalmente è sufficiente l’osservazione del soggetto, ma se è necessaria una diagnosi più approfondita, le sezioni di tessuto sopra descritte sono una valida conferma. Trattamento Isolamento dei soggetti colpiti, trattamento chemioterapico profilattico. Dato che non c’è un trattamento specifico, può essere importante considerare che il pesce può venir colpito da infezioni secondarie, ed è quindi fondamentale tenere sotto protezione il soggetto colpito mediante un trattamento adeguato. Vitalità del virus Resiste in acqua al di fuori del pesce per circa una settimana Periodo di incubazione Può essere molto lungo (da settimane a mesi). Note Pare che il virus venga inattivato a 60°C; quindi, la disinfezione della vasca vuota può essere effettuata con vapore.
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