| Julidochromis transcriptus |
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Di Cristiano Pilloni I Julidochromis transcriptus sono dei pesci che appartengono alla famiglia dei ciclidi, al genere Julidochromis e alla specie transcriptus. Provengono dall’Africa orientale, e più precisamente dal lago Tanganika. Questi esemplari presentano una forma allungata e le loro dimensioni rimangono generalmente inferiori ai 10 cm. Morfologicamente, tutti i rappresentanti del genere Julidochromis si assomigliano nel profilo idrodinamico, con una lunga pinna dorsale e nella colorazione a strisce gialle-nere. La differenza della specie transcriptus rispetto alle altre specie di Julidochromis più note (marlieri, ornatus, dickfeldi, regani), s’individua nel differente disegno della superficie corporea, la quale si presenta a bande verticali; inoltre, presentano le pinne orlate di una bella colorazione azzurra. In natura vivono e si riproducono tra gli anfratti delle rocce, e ogni coppia delimita un proprio territorio difendendolo da ogni intrusione. Secondo la letteratura, è difficile l’allevamento di questi pesci in acquari inferiori agli 80 L; personalmente ho allevato i Julidochromis transcriptus in una vasca da 40 L, ottenendo dei buoni risultati, favoriti soprattutto dalle seguenti caratteristiche dell’acqua: pH alcalino (tra 7.5 e 8.2), durezza carbonatica oltre i 15°dKH e durezza totale di 20°dGH. L’acquario da me allestito era costituito da un fondo di 3 cm, composto da sabbia policroma con granulometria inferiore ai 3 mm, una zona di rocce calcaree, che oltre a servire come zona di riparo favoriva un pH stabile sul valore 7.8, e piante del genere Vallisneria e Ceratophyllum. Il filtraggio era assicurato da un filtro a cartuccia interna, la temperatura era resa costante sui 25°C da un riscaldatore a provetta della potenza di 100W e l’illuminazione era assicurata da un tubo fluorescente di 8W, che si è rivelato insufficiente per lo sviluppo delle piante. Ho utilizzato esclusivamente acqua del rubinetto trattata con biocondizionatore e, dopo circa venti giorni, ho introdotto una coppia. Superato un periodo piuttosto breve in cui la coppia rimaneva rintanata tra le rocce, il maschio, di corporatura più tozza, ha iniziato una incessante attività di scavo intorno alle rocce stesse, alternandosi alla femmina. Spesso, il maschio si rivela molto aggressivo, e difende il suo territorio accanendosi erroneamente contro la femmina la quale, solo fermandosi di traverso e tremando con tutto il corpo, riesce a farsi riconoscere. La deposizione è avvenuta tra gli anfratti di rocce, e a questa ne sono seguite molte altre, con pause di venti giorni tra una schiusa e l’altra. Sono riuscito ad allevare circa cinquanta esemplari molto resistenti, poiché la mortalità è stata, in sostanza, nulla. Il nutrimento dei riproduttori è consistito prevalentemente in cibo surgelato (chironomus, larve di mosca bianca, cuore di bue, lattuga); inoltre, ho notato che i pesci integravano la loro dieta nutrendosi delle alghe che si formavano sulle rocce. Gli avannotti sono stati nutriti esclusivamente con naupli di Artemia e con cibo specifico. La crescita dei Julidochromis transcriptus è molto lenta; dopo sei mesi solo una decina di esemplari misurava cinque centimetri. L’esperienza con questi Ciclidi è stata più che soddisfacente, tanto da indurmi a continuare con l’allevamento di questa specie, collocandola in un acquario più capiente. |
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